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Ultimo aggiornamento: Giovedì 24 Maggio - ore 14.08

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"La ripresa economica non si può fare sulla pelle dei lavoratori" | Foto | Video

Mille persone si sono unite allo sciopero indetto dai sindacati dopo la morte dell'operaio al cantiere Antonini del Muggiano. Un coro unico si leva: "Servono investimenti, formazione e più ispettori".

"una carneficina intollerabile"
"La ripresa economica non si può fare sulla pelle dei lavoratori"

La Spezia - Cinque incidenti mortali sul lavoro in un anno e mezzo. Mille lavoratori in piazza a manifestare. Un corteo composto con le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil insieme per ripartire dopo il tragico evento di lunedì: un operaio di 56 anni, residente nel Trevigiano, morto schiacciato da una pesante lastra di metallo. I lavoratori non ci stanno e oggi incrociano le braccia per otto ore.
La Spezia riparte dunque con un corteo silenzioso scandito dall'appello al megafono: "La ripresa economica non si può fare sulla pelle dei lavoratori".
Il corteo è partito alle 10.30 circa dalla prefettura dove ieri le delegazioni sindacali hanno incontrato il prefetto con il quale rafforzeranno il protocollo di sicurezza. Dalla prefettura il cammino è proseguito in Piazza Verdi, Via XX Settembre, Piazza Europa per poi tornare in Via Veneto sotto il Palazzo del Governo.
I sindacati chiedono maggiore formazione e tutele per i lavoratori. La formazione però deve ripartire anche dai datori di lavoro.
"Abbiamo evidenziato la necessità di un tavolo permanente - ha spiegato Lara Ghiglione di Cgil - e nei prossimi incontri canalizzeremo gli interventi per una maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro. Sono emerse delle priorità fondamentali: la formazione dei lavoratori e dei datori e servono più ispezioni. Trattandosi di lavoro parcellizzato è possibile che nelle realtà più piccole i datori non abbiamo la formazione adeguata necessaria per garantire la sicurezza.
L'altro aspetto fondamentale riguarda le ispezioni: c'è un problema dovuto al fatto che gli ispettori sono pochi, la carenza di personale è forte e lo denunciamo da anni anche a livello nazionale. In alcuni casi mancano addirittura le risorse per il carburante e mezzi per raggiungere i luoghi dove operare. Formazione e controlli sono due elementi fondamentali".

Antonio Carro di Cisl ha riportato un dato allarmante: le morti sul lavoro a livello nazionale sono aumentate del 17 per cento. "In questi primi mesi del 2018 - ha detto - c'è stato un incremento esponenziale. E' una carneficina intollerabile, abbiamo fatto questa mobilitazione a livello nazionale e con questo sciopero abbiamo fermato la città. Servono più strumenti: risorse, prevenzione, formazione, vigilanza, ispezione. Dobbiamo sovvertire questa logica del massimo ribasso degli appalti e dei subappalti. Va restituita la dignità ai lavoratori e alle lavoratrici, al centro va la persona, il valore del lavoro".

"Sono almeno mille le persone scese in piazza - ha dichiarato Marco Gaeta, responsabile sicurezza per il sindacato Uil - . La sicurezza riparte solo con la formazione e buone pratiche sia al lavoratore che al datore. La dignità si riacquista con la produttività non focalizzata sul profitto ma sul lavoratore, mettendolo al primo posto".

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16/05/2018 - Mille persone unite in corteo per dire "basta" alle morti sul lavoro


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