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"La gioia di essere amati non può essere acquistata ma va ricevuta"

Le parole del vescovo Palletti durante la messa per il 40esimo anno della Comunità Cometa.

"La gioia di essere amati non può essere acquistata ma va ricevuta"

La Spezia - “Oggi, in Avvento, celebriamo la domenica della gioia. La gioia nasce dalla carità, l’amore ricevuto da Dio e donato, condiviso, un amore che scende nella concretezza della vita”. L’ha detto il vescovo Luigi Ernesto Palletti, celebrando ieri sera, in una cattedrale di Cristo Re affollata, la Santa Messa di Natale per il quarantesimo anno di attività della Comunità di Cometa, Campo del Vescovo e Caritas.
“Il Vangelo odierno - ha proseguito il vescovo - ci dice “gioite, perché Dio vi vuole bene”. E’ la gioia di chi sente di essere amato. Essa non può essere acquistata, ma va ricevuta. Per Sofonia, nella prima lettura, la gioia è un annuncio di speranza, di liberazione dalla condanna per Israele. Per San Paolo, nella seconda lettura, la gioia è un impegno di vita, va condivisa con tutti, Nel Vangelo, i discepoli chiedono esplicitamente a Giovanni Battista “che cosa dobbiamo fare?”. In preghiera, noi spesso diciamo a Dio di che cosa abbiamo bisogno, talvolta Lo ringraziamo, ma chiediamo che cosa dobbiamo fare? Quella gente era in attesa del Messia. Forse noi non riusciamo a fare quella domanda perché non siamo in attesa. Ma non dobbiamo addormentarci. Altrimenti, il Signore bussa e noi non lo sentiamo. Belle le risposte del Battista, diversificate a seconda degli interlocutori. A tutti chiede di vivere la carità, condividendo i beni, fuggendo la tentazione dell’egoismo. Ai pubblicani, esattori delle tasse, chiede di non esigere più di quanto è fissato, perchè c’è sempre la tentazione dell’interesse. Ai soldati, di non estorcere, cadendo nella tentazione della forza. Per accogliere e ricevere il Signore che viene, Giovanni ci chiede di fare il bene che dobbiamo fare”.
“Grazie a tutti, a chi partecipa, a chi collabora - ha concluso il vescovo salutando le numerose iniziative di carità diocesane e ringraziando i numerosi volontari ed autorità presenti -.Bisogna essere in attesa di accogliere il Signore, e, accogliendo, donare. Chiediamo al Signore di perseverare e di crescere in questa dimensione fondamentale della fede”.
La Messa è stata accompagnata dalla corale del gruppo scout MT513 e dal coro Amici di San Francesco, di Levanto.

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