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Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 Marzo - ore 17.13

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"L'ostilità contro i giornali si supera insegnando a leggere la notizia"

Le parole del vescovo diocesano della Spezia, Sarzana e Brugnato Luigi Ernesto Palletti in occasione dell'incontro annuale con i giornalisti.

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"L'ostilità contro i giornali si supera insegnando a leggere la notizia"

La Spezia - “Siamo in un profonda fase di aggressività. Dovremmo essere nella civiltà della comunicazione, della connessione e della comunione. Per certi aspetti sembra che le connessioni aumentino la litigiosità alla comunionalità. Ci sono momenti dialettici di tensione, che possono crearsi, e una pluralità di comunicazione dalle testate più grandi alle più piccole che passa anche dal web producendo anche contenuti non controbattibili. Questo può alimentare una tensione di fondo che può ricadere su tutto e su tutti”. Sono le parole del vescovo Luigi Ernesto Palletti che questa mattina ha incontrato la categoria dei giornalisti in occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales.
Il tema del dibattito di quest'anno era l'editoria e la complicata situazione dei giornalisti spesso nel mirino dei social per la pubblicazione di contenuti che discordano da fake news e il livello più basso del web, senza contare anche gli attacchi fisici e verbali di cui sono stati vittime in altre zone d'Italia.
“Non dimentichiamoci che la prima forma di violenza è quella verbale – ha aggiunto il vescovo diocesano -. Non si parte mai dalla fisica. Non bisogna mai abbassare la guardia. San Francesco di Sales ha una grande caratteristica: quella di comunicare senza perdere la dolcezza. Fu vescovo di Ginevra in un periodo di grandi scontri e agitazione sociale, nel pieno della contestazione calvinista. Di conseguenza riuscire a comunicare rimane sempre una grande sfida da affrontare”.

“Da una parte - ha detto - c'è grande aggressività ma ci devono spingere i valori della verità, della modalità della comunicazione per rispondere. Serve anche il valore della costruttività. Siamo in un mondo in cui siamo bombardati dalle notizie tragiche e questo turbinio frastorna e crea assuefazione. E' un dramma, ne siamo travolti e ci dobbiamo difendere”.

“Questo può creare aggressività - ha proseguito – è una meccanica che si basa sulle passioni, le tensioni che non dipendono dal giornalista. La grande sfida di oggi è insegnare a leggere la notizia. Va fatta una netta differenza tra dare un'informazione e informare. La grande fatica è portare alla lettura che comporta tempo, fatica. Un incoraggiamento che do a voi è proprio quello di compiere uno sforzo a non abbandonarsi alla 'notizia' facile ma a quella che 'forma'. Non va mai abbassata la guardia dando priorità all'informazione seria dalla quale può nascere un'umanità connessa. Oggi siamo chiamati non solo a dare notizie ma la capacità di aiutare a leggerle”.

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