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"L'integrazione e i problemi dei giovani di seconda generazione sono temi quotidiani" | Foto

Le operatrici della cooperativa Mondo Aperto raccontano la mostra "Next Generation", in corso al Centro Allende, e le esperienze con i ragazzi che fanno i conti con una società che non si riconosce ancora come multietnica.

Sabato al Camec un convegno sul tema
"L'integrazione e i problemi dei giovani di seconda generazione sono temi quotidiani"

La Spezia - Le prime giornate sono state un successo, in particolare al mattino, quando al Centro Allende si sono presentate intere classi delle scuole medie e superiori della provincia, per una visita che non ha lasciato indifferenti i ragazzi. Stiamo parlando della mostra "Next Generation" promossa dalla cooperativa sociale Mondo Aperto, inaugurata sabato scorso e visitabile sino a domenica 24 febbraio (leggi qui). Un viaggio nell’Italia che cambia. Uno spazio dedicato alle "nuove generazioni" di una nazione sempre più multietnica. Un evento per conoscere i volti e le storie di quei ragazzi che costituiranno la città di domani.

"I questionari di gradimento compilati dai visitatori dicono che molti, se non tutti l'hanno trovata molto interessante. Un ragazzo di 14 anni ha addirittura disegnato la casella con il numero 11 per poter barrare un voto superiore al 10. Tutte le mattine sino a oggi sono state piene di studenti, mentre al pomeriggio accogliamo prevalentemente adulti, molti dei quali sono insegnanti", spiegano a CDS le operatrici della cooperativa Francesca, Silvia, Beatrice, Eleonora e Camilla.
Ma l'interesse dei ragazzi per questa mostra che parla delle seconde generazioni è andato oltre: "Ci hanno chiesto di organizzare incontri coi richiedenti asilo presenti sul nostro territorio. Questo – rilevano le operatrici – perché temi come quello dell'integrazione sono vissuti quotidianamente e si incontrano prima di quanto non accada agli altri, agli adulti. Basti pensare che esistono anche classi formate da soli stranieri".
"Next Generation" è stata dunque lo spunto per affrontare in classe dibattiti sul fenomeno migratorio e sulle difficoltà che presenta il processo di integrazione, ma anche su argomenti come la famiglia, il terrorismo, il diritto di cittadinanza... Un obiettivo centrato grazie a un'esposizione scarna, semplice, in cui i video, linguaggio prediletto dei giovani, sono il nocciolo della proposta.

La soddisfazione di Francesca, Silvia, Beatrice, Eleonora e Camilla, però, è offuscata da un velo di amarezza: quando si parla delle difficoltà quotidiane dei figli degli immigrati, l'elenco pare essere infinito. "Il problema più grande è quello della cittadinanza. Ci sono casi di ragazzi che non hanno potuto proseguire gli studi all'estero, negli Stati uniti, pur avendo vinto una borsa di studio. Altri che hanno dovuto rinunciare a competizioni internazionali nella loro disciplina, sempre per lo stesso problema. Un'intera classe ha deciso di non andare in gita all'estero per non lasciare a casa i compagni sprovvisti della cittadinanza. Parliamo di problemi reali che precludono esperienze importanti nella vita di un ragazzo e nella formazione di una persona. Fatti che cambiano i destini. Chi si trova in queste situazioni dice che episodi del genere li fanno sentire meno italiani, anche se vivono qua da sempre, parlano con la nostra stessa cadenza, mangiano i piatti locali, leggono i libri della letteratura italiana e guardano la nostra stessa televisione". Alcuni di loro si possono incontrare nei video della mostra, ma non solo, visto che ad accompagnare i visitatori sono gli studenti del Liceo Artistico che partecipano al programma di alternanza scuola – lavoro, in gran parte giovani di seconda generazione. Una presenza significativa, tanto che al termine del percorso dell'Allende un visitatore ha detto che "è stato bello vedere gli occhi dei ragazzi che ci hanno accompagnato".

"Next Generation" è una mostra itinerante nata nel 2017 e la cooperativa Mondo Aperto ha deciso di dedicarsi all'organizzazione di una tappa alla Spezia. Le operatici hanno pensato di associare all'esposizione un convegno sul tema che si svolgerà al Camec sabato 23 febbraio, a partire dalle 10.30. Clou dell'evento saranno l'intervento di Maurizio Ambrosini, docente in Sociologia delle migrazioni all’Università degli Studi di Milano, la testimonianza di Abdoulaye Mbodj, di origine senegalese, il primo africano iscritto all’albo degli avvocati di Milano, e quella di un giovane di seconda generazione del territorio.
Next, perché questa sarà la generazione del futuro, non solamente la seconda. L'Italia, come tutti gli altri Paesi del mondo, deve prendere coscienza di essere una comunità multietnica. Il tema è quanto mai importante e attuale. La vittoria di Mahmood sul palco di Sanremo e tutto quello che ne è scaturito lo dimostrano chiaramente.

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