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"L'arcipelago della Palmaria diventi una riserva naturale"

La richiesta è stata presentata in una mozione che verrà discussa in consiglio comunale. I consiglieri hanno elencato tre punti sui quale lavorare: divieto di costruire, tutela degli habitat per la promozione del turismo sostenibile.

`L´arcipelago della Palmaria diventi una riserva naturale`

La Spezia - L'arcipelago della Palmaria deve diventare a tutti gli effetti una riserva naturale. A chiederlo a gran voce, in una mozione che verrà presentata in consiglio comunale sono i consiglieri del Partito democratico Enrico Conti, Fabrizio Andreotti, Marcello Armani, Paolo Carro, Tiziana Cattani, Enrico Chiocca, Dino Falugiani, Maurizio Ferraioli, Luca Liguori, Iacopo Montefiori, Massimo Pannone, Paolo Petri, Marco Raffaelli e Riccardo Venturini.
Nel testo della mozione, i consiglieri hanno le idee chiare e chiedono all'amministrazione provinciale della Spezia a non procedere alla concessione di autorizzazioni, finalizzate alla realizzazione di attività non compatibili con la vocazione dei luoghi, le esigenze di tutela delle flora e della fauna e la pubblica incolumità.
Per i consiglieri è necessario che Provincia della Spezia e Regione Liguria a cerchino accordi volti a rendere accessibili al pubblico, sia pure in forma controllata e regolamentata, le aree interne alla costituenda oasi di protezione dove sono state investite ingenti somme di denaro pubblico per interventi di ripristino ambientale ed opere funzionali alla fruizione (abbattimento "scheletrone", passerelle, staccionate ecc.). L'appello al Comune di La Spezia, qualora la mozione venga approvata dovrà essere inviata a tutti i Comuni afferenti all'arcipelago della Palmaria alla Provincia della Spezia, alla Regione, alla Presidenza delle Camere, ai parlamentari liguri ed a tutte le associazioni ambientaliste.
L'ultimo appello alla giunta si che si formalizza con la richiesta che si faccia parte diligente nei confronti del Comune di Porto Venere a far sì che tutti gli atti amministrativi futuri di pianificazione territoriale siano in piena armonia con la migliore fruizione possibile dell'arcipelago della Palmaria - senza creare alcun nocumento ad esso né direttamente, né indirettamente. E sempre su richiesta dei consiglieri dovrà adoperarsi, sempre a livello di pianificazione territoriale, per rendere sempre più sicuro il nostro territorio, attraverso il rispetto di tutte le normative riguardanti gli assetti idrogeologici, i rischi sismici e le altre calamità naturali che possano essere previste e, in qualche modo, prevenute e contenute.
Tutte queste richieste si sono formalizzate, come illustrano i consiglieri, per garantire una salvaguardia dell'arcipelago. "La nostra area è riuscita a sopportare meglio di altre, anche confinanti, l'impatto delle fortissime piogge che hanno di recente connotato la nostra Regione con una intensità e una frequenza eccezionale - scrivono -. Oltre a questo prezioso servizio "ecosistemico", le aree naturali protette - come dovrebbe essere nel caso dell'arcipelago della Palmaria - sono di fortissimo richiamo turistico. Un turismo, come si dice oggi, di qualità: perché la tendenza a usufruire di aree verdi e ambientalmente di pregio non è soggetta alla crisi, ma al contrario è in forte incremento rispetto ad altre forme turistiche. Tra l'altro ha un forte richiamo nei confronti del turismo d'oltralpe e ha una ricaduta diffusa e apprezzata sul territorio".
In questo contesto di recupero e salvaguardia, i consiglieri si appellano anche alla possibilità di promuovere così uno sviluppo sostenibile improntato sulla vocazione turistico-ambientale che favorisce sia il rispetto che la salvaguardia dell'ambiente, sia la qualità della vita della nostra comunità. In questa visione, il ruolo dell'arcipelago della Palmaria è fondamentale. In proposito, i consiglieri hanno stilato tre punti fondamentali sui quali lavorare.
Punto 1. Il consolidamento e rafforzamento del diniego a nuove costruzioni. In consiglieri nella mozione spiegano: "Visto che attualmente sono in corso di dismissione diversi beni immobili siti nell'arcipelago della Palmaria, anche di pregio, di proprietà della Marina Militare. Che tali immobili siano destinati esclusivamente ad attività didattico-ambientali, espositive e promozionali portate avanti di concerto con gli enti e le associazioni territorialmente competenti. Ristrutturazione degli immobili concepita secondo i criteri più avanzati della bioedilizia e capace di proporre un ulteriore percorso didattico-formativo, grazie alle tecniche innovative in essa inserite. Occorrerà pertanto un rinnovato impegno da parte del Comune di La Spezia e degli enti ed associazioni competenti territorialmente , a favore dell'arcipelago della Palmaria e degli ambienti naturali ad esso circostanti".
Punto 2. Tutela degli habitat in un quadro di rispetto degli equilibri delle attività turistiche e di miticultura presenti sul territorio. "Visto che - proseguono - Pur essendo interessato dal principale accesso al Parco Naturale Regionale di Portovenere e della Palmaria nel nostro Comune tuttavia ricade larga parte della ricezione turistica. - Esiste, ad oggi, un deficit di tutela dell'area dell'arcipelago della Palmaria che necessita di uno strumento normativo più cogente e più garantente -La Provincia di La Spezia e la Regione Liguria dovranno inserire nella propria pianificazione territoriale, la riconducibilità del Parco Regionale a riserva naturale dell'arcipelago della Palmaria. -E ciò quale processo di riequilibrio delle diverse attività presenti sul territorio, la cui necessità ed urgenza è determinata dalla conservazione della biodiversità. Visto che Una adeguata protezione ambientale coniugata con una naturale vocazione turistica e ambientale alla quale si è fatto riferimento".
Punto 3. Pianificazione urbanistica sostenibile che consolidi prioritariamente la vocazione turisticoambientale del territorio. "Alla luce di queste considerazioni - concludono - sull'importanza dell'area dell'arcipelago della Palmaria e sulla sua “centralità” ai fini dell'assetto urbanistico di questo territorio, si ritiene che qualunque intervento di pianificazione non possa prescindere dalla necessità di un approccio sistemico, che tenga conto delle peculiarità dell'area protetta dell'aricpelago della Palmaria, salvaguardandola e rafforzandola. Si tratta di una scelta di sostenibilità che sottolinea l'idea della vocazione turistico-ambientale e, anche agricola, di una realtà territoriale e di una comunità che aspira a diventare una piccola-grande eccellenza".

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