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"L'aggregazione di Acam paragonabile a Pac-Man"

"Acqua bene comune" in piazza contro il matrimonio Acam-Iren. Tortorelli: "Tradito il voto di 102mila cittadini: la nuova amministrazione dopo i proclami elettorali, ha rallentato l'iter del referendum facendo decidere il consiglio comunale".

"L'aggregazione di Acam paragonabile a Pac-Man"

La Spezia - L'aggregazione Acam-Iren paragonata allo storico gioco "Pac-Man". Corre sul filo dell'ironia, si fa per dire, l'ultimo presidio dell'assocazione "Acqua bene comune" contro l'aggregazione della partecipata spezzina e del colosso dei multiservizi. "Con questa strada - ha spiegato Rino Tortorelli - viene mangiato un bene come l'acqua tradendo il voto del referendum del 2011 e centoduemila spezzini che avevano detto "no" alla privatizzazione dell'acqua e ai profitti sulla stessa. Iren è una società per azioni e il suo scopo primario è incassare utili da dividere tra i soci. E' un sistema incompatibile con la gestione dell'acqua. Non parliamo di autovetture o saponette, questa società per avere più utili deve vendere più acqua o al limite sprecarla ed è già una situazione paradossale. E per fare più utiliIren dovrà aumentare le tariffe. E' un sistema assolutamente incompatibile, noi abbiamo chiesto che si torni indietro su questa decisione e abbiamo promosso un referendum consultivo popolare alla Spezia, con oltre duecento firme. Purtroppo l'amministrazione comunale, nonostante i proclami sotto elezioni nei quali annunciava una rotta differente, ha deciso che il referendum popolare non si farà perché l'iter dello stesso è stato rallentato facendo decidere prima il consiglio comunale che la popolazione".

Anche se le reti rimangono pubbliche è sulla gestione che Acqua bene comune mantiene le sue perplessità. "Siamo davanti ad una logica privatistica - ha proseguito Tortorelli -. Non conteranno più niente prima di tutto i cittadini e i sindaci. Tutte le decisioni saranno affidate ad Iren e i due Cda, che forse rimarranno alla Spezia, saranno governati dalla multiservizi. Su tre componenti due saranno nominati da Iren e tra questi sarà scelto l'amministratore delegato, quello che decide cosa fare dell'acqua oppure dei rifiuti".

Acqua bene comune non perdona che le amministrazioni non abbiano intrapreso l'opzione per l'appianamento del debito stabilito dal Tribunale evitando così l'aggregazione. "I sindaci - ha concluso Tortorelli - hanno deciso di accelerare e la finalità di questa aggregazione è pagare prima le banche invece che i lavoratori. Spiace considerare che nessuno abbia fatto una scelta autonoma su cosa fare con Acam, questo piano è stato fatto dalla Price water Cooper che è il revisore dei conti di Iren ed è stato pagato dalla stessa multiservizi per farlo. I sindaci hanno deciso a "opzione zero" l'unica preparata a conti fatti".

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Il presidio di Acqua bene comune davanti al Comune
Cosa succederà con l'aggregazione Acam-Iren per Acqua bene comune


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