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"In Conservatorio non ci sono guerre o invidie"

I rappresentanti degli studenti replicano all'articolo pubblicato da un quotidiano locale in cui si parlava di "corvi" all'interno dell'istituto, riportando peraltro informazioni sbagliate comunicate da un anonimo.

"In Conservatorio non ci sono guerre o invidie"

La Spezia - Tra i duecento studenti del Conservatorio "Giacomo Puccini" corre buon sangue. L'episodio che aveva visto un anonimo denunciare pubblicamente (ed erroneamente) una collega straniera affermando che non fosse in possesso dei documenti necessari per l'iscrizione e la frequenza dei corsi è stato un caso isolato.
Lo affermano con forza Giulia Noceti, presidente della Consulta del Conservatorio, e i consiglieri Gianluca Cremona Gianluca e Francesco Bregnocchi, che questo pomeriggio hanno incontrato la stampa per replicare a quanto era stato pubblicato da un quotidiano cartaceo locale nelle scorse settimane.

"Abbiamo raccolto le firme di cento nostri compagni di studio, praticamente tutti quelli al di sopra dei 16 anni ai quali abbiamo chiesto di esprimersi sulla vicenda. Lo hanno fatto sottoscrivendo una lettera che abbiamo inviato al direttore (leggi in calce all'articolo - Ndr).
Siamo molto dispiaciuti - proseguono i tre ragazzi a nome dei colleghi - che siano state messe in pubblico questioni che riguardavano uno studente, che avrà pure avuto sue difficoltà ma non meritava di essere messo in piazza. Anche perché prima che venisse pubblicata questa storia era già avvenuta la regolarizzazione dei documenti".

Oltre al danno, dunque, anche la beffa. Non solo perché sono state inopinatamente gettate in pasto all'opinione pubblica questioni che di interesse pubblico hanno ben poco, ma anche perché, in fondo, si trattava di una bufala.
"Forse l'occasione è stata sfruttata più per attaccare il Conservatorio che la singola persona. Siamo stati interpellati come colpevoli di aver accusato un nostro collega, ma questo è un comportamento che non appartiene a nessuno di noi. Qua la competizione e la stizza tra studenti non ci sono, a differenza di altre realtà. C'è un clima di collaborazione e se c'è competizione è da intendersi in maniera sana e costruttiva. Per questo pensiamo che qualcuno abbia voluto nascondersi dietro un'atmosfera di guerra intestina che non c'è.
L'impressione più diffusa è che l'anonimo sia qualcuno che è rimasto fuori dal percorso di rinnovamento che sta portando avanti il Conservatorio con i molti progetti per il suo sviluppo futuro".

I tre rappresentanti garantiscono che la collaborazione che si riscontra nelle aule di studio e nelle prove di affiatamento tra gli strumenti si è ritrovata anche al momento della sottoscrizione della lettera che respingeva ogni addebito. "Tutti i nostri colleghi si sono dimostrati disponibili a dire la verità sul Conservatorio e abbiamo registrato il sostegno anche da parte del corpo docente. Tutti sono stati solidali con la persona che aveva ricevuto quell'attacco ignobile, anche se ha avuto la forza di non modificare il suo atteggiamento, tanto che alcuni non hanno ancora presente chi sia. Il gruppo, la comunità degli studenti del Conservatorio ha dimostrato di essere compatto", concludono.

La lettera inviata al direttore del Conservatorio da parte degli studenti
Gli studenti del conservatorio Giacomo Puccini si dicono molto addolorati per ciò che è stato reso pubblico. Il fatto in questione è di una gravità inaudita: da un lato perché le faccende private di studenti vengono sfruttate, senza che vi siano riscontri o conferme effettive, come affermato nello stesso articolo, per sferrare un attacco nei confronti del Conservatorio; dall'altro perché ciò viene fatto anonimamente, ma a nome degli studenti.

Noi della Consulta ci sentiamo di dire, sostenuti da tantissimi dei nostri compagni, che uno dei punti di forza del nostro Conservatorio è la grande integrazione e collaborazione tra gli studenti. Al Puccini infatti esistono solo in minima parte - o quasi per niente - quei veleni e quella competitività “negativa” che invece possono contraddistinguere altre istituzioni. Soprattutto nei confronti di studenti “extra-comunitari”, la nostra istituzione e gli allievi che ne fanno parte hanno garantito il massimo della collaborazione, accoglienza e comprensione, facendo dell’internazionalità un punto di forza e di arricchimento e non, come lasciato intuire, il contrario.
Anche se ci fossero gli estremi legali per sottolineare una situazione irregolare come questa, mai alcuno studente si sarebbe permesso di inviare una lettera anonima alla stampa, andando a colpire un compagno in difficoltà, sulla base di confidenze e dati personali. È un tipo di condotta che non fa parte del modus operandi né degli studenti del Conservatorio, né in generale dei nostri coetanei - crediamo e speriamo - di qualunque altra università o scuola. Un conto possono essere le normali invidie tra studenti; tutt'altra cosa è sfruttare la debolezza di un proprio compagno che, per ovvie ragioni, si trova nettamente in una condizione di svantaggio.

Noi studenti quindi condanniamo ciò che è avvenuto, e ci auguriamo che nessuno si possa permettere, in futuro, di attaccare per nostro conto l’istituzione contro la quale invece vuole essere sfogato un odio di carattere individuale e personale, sfruttando situazioni che dovrebbero rimanere non tra le mura del Conservatorio, ma addirittura tra quelle domestiche della persona in questione. Nel momento in cui il Conservatorio inizia a trovare una propria identità e una propria visione del futuro, con tutti i progetti di integrazione sul territorio e di espansione che si stanno attuando, vengono sferrati attacchi probabilmente da coloro i quali si sentono esclusi da questo processo. Noi siamo fiduciosi che la crescita della nostra scuola andrà oltre questo insulso gesto, ma dispiaciuti per l’immagine falsa e fallace che è stata data del Conservatorio e dei suoi studenti.


La Spezia, 6 Marzo 2019

La Consulta degli studenti e gli studenti del Conservatorio

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