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Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Novembre - ore 15.40

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"In Acam Ambiente si vive nel terrore, minacciati altri sette licenziamenti"

La minoranza consiliare si riunisce per decidere le azioni politiche da intraprendere nella vicenda del licenziamento della lavoratice e incontra sindacati e lavoratori: "Pronti per una nuova audizione dei vertici aziendali, di Casati e Gagliardi".

Arriverà una mozione di sfiducia?
"In Acam Ambiente si vive nel terrore, minacciati altri sette licenziamenti"

La Spezia - Non è finita. Il mancato svolgimento della commissione Controllo e garanzia sulla questione del licenziamento della dipendente di Acam Ambiente dietro segnalazione dell'assessore all'Ambiente Kristopher Casati e del presidente della società, Gianluigi Pagliari, ha scaldato gli animi, sia all'interno dell'opposizione che dei lavoratori e dei rappresentanti sindacali.
Nel pomeriggio i rappresentanti della minoranza si sono trovati a Palazzo civico per discutere il da farsi e hanno accolto una nutrita delegazione di dipendenti, Rsu e i sindacalisti Gianni Cargiolli, Fp Cgil, e Marco Furletti, Uiltrasporti.

"Mi ero presa l'impegno di ascoltare la versione di Casati e dei vertici aziendali in commissione - ha esordito Dina Nobili, presidente della commissione Controllo e garanzia -, ma, come noto, la seduta è stata negata: Acam non intende affrontare pubblicamente la questione. Ma noi siamo qua perché non si può lasciare sola la lavoratrice. Furletti ha chiesto le dimissioni di Casati e confrontandoci come membri dell'opposizione ragioneremo sulla possibilità di presentare una mozione di sfiducia nei confronti dell'assessore perché riteniamo di essere di fronte a un fatto grave. Non volevamo fare alcun processo popolare, ma crediamo che sia giusto chiarire il ruolo dell'assessore in questa vicenda".

La parola è passata quindi a Furletti: "La situazione è drammatica per la lavoratrice. Ieri in prefettura ha avuto luogo una riunione infuocata. L'azienda si era presa l'impegno di convocare la lavoratrice e il sindacato per discuterne le richieste. Ma non c'è stato nessun incontro, solo una telefonata per proporre un incentivo economico a fronte della rinuncia all'impugnazione del provvedimento. Una proposta che Teresa ha rifiutato, e riteniamo giustamente. Nell'assemblea dei lavoratori di lunedì l'orientamento è quello di dare gambe allo stato di agitazione e credo che inevitabilmente si andrà verso lo sciopero. Anche perché abbiamo registrato un irrigidimento totale da parte dei vertici di Iren. E lo ripeto: per me si devono dimettere sia Casati che Pagliari: non possono rimanere al loro posto dopo quello che è accaduto".
"Manfredini in commissione centrò l'argomento centrale di questa questione. Mai come questa volta è importante il ruolo dell'amministrazione. La stessa Acam Ambiente ha più volte citato Casati come assessore nelle lettere che hanno portato al licenziamento. Il messaggio era: ce lo chiede il padrone. Come se lo avesse chiesto il Comune nella sua interezza. Per questo - ha rincarato Cargiolli - servono queste commissioni. Bisogna ridiscutere il ruolo di questa persona, l'ambiguità in cui si trova e perché fosse lì, con l'auto di servizio. La vicenda non è stata portata ad arte sul piano politico, come dicono, ma ha seguito un percorso che era inevitabile, proprio per come è iniziata. Poi hanno voluto arrivare allo scontro tra lavoratori e azienda, e noi siamo qua: ci hanno trovato pronti e compatti. Non ci sono gli estremi per il licenziamento, forse poteva essere preso qualche provvedimento disciplinare, ma di piccola entità. La storia di questa azienda, che ha avuto un debito di 500 milioni, più di Alitalia, dice che abbiamo attraversato anni critici senza perdere nemmeno un posto di lavoro, anche grazie ai sacrifici da parte dei lavoratori. Non possiamo accettare che oggi si agisca in questo modo. E il diniego alla presenza in commissione è un ulteriore sgarbo alla lavoratrice, ai sindacati e alla stessa politica".
Il delegato Rsu Stefano Cima ha fotografato un quadro ancora più preoccupante: "Oggi a Pomara (sede operativa di Acam Ambiente - Ndr) si vive nel terrore. Ieri sono stati fatti i nomi di tre lavoratori a rischio di licenziamento e di altri quattro in ballo. Abbiamo paura ad andare in strada a lavorare e di fare un qualunque sbaglio. Così si lavora male e si rischiano davvero gli errori. Non dimentichiamo che si sono testimoni che hanno riferito che l'assessore ha detto testualmente alla lavoratrice: 'Ti faccio licenziare'. E' inaccettabile. Negli anni della crisi mancava anche il gasolio per i mezzi e i dipendenti di Acam Ambiente andavano a svuotare i bidoni anche con le mani, Teresa compresa. Al contempo c'erano contratti di solidarietà, sospensione della contrattazione di secondo livello... L'inizio di una nuova azienda deve essere accompagnato dalla speranza non da un licenziamento ingiusto".

Prima che i lavoratori e i sindacalisti lasciassero la sala dei gruppi di minoranza, i capigruppo hanno espresso ancora una volta le loro opinioni in merito alla vicenda: "Avevamo sollevato mesi fa la questione dell'inopportunità del doppio ruolo dell'assessore Casati. Dopo aver appreso che l'azienda per prima aveva sovrapposto la figura dell'assessore con quella del dipendente avremmo voluto un confronto franco e trasparente", ha affermato Federica Pecunia per il Pd.
"Dobbiamo fare il possibile per la lavoratrice - ha aggiunto Paolo Manfredini, del Partito socialista italiano - e dare un segnale all'azienda: certi livelli non vanno superati, e le notizie su possibili nuovi licenziamenti non possono lasciare indifferenti. La vicenda deve procedere su tre piani: quello giuridico, quello sindacale, con le azioni che saranno decise, e quello politico, inevitabile. Per questo vogliamo richiamare al tavolo amministrazione e vertici aziendali: è importante discutere la questione perché si tratta dell'agire di una partecipata. Per questo chiederò nuovamente l'audizione in commissione Controllo e garanzia con Casati, il vicesindaco Gagliardi che ha la delega alle Partecipate e i rappresentanti di Iren. E sottolineo che è grave che una partecipata non accetti l'invito di una commissione. Non era mai successo".
Poi è stato il momento dell'arringa di Massimo Lombardi, capogruppo di Spezia bene comune. "Questa è una battaglia da combattere insieme. Dopo l'audizione dei sindacati c'è stato un grave attacco al presidente e ai lavori della commissione: se ne vuole delegittimare il ruolo. Dobbiamo andare avanti. Non è una questione di maggioranza contro opposizione, è una partita di tutti i lavoratori della città. Faremo la nostra parte, per il mondo del lavoro alla Spezia. E stiamo allargando il fronte, anche all'interno del consiglio comunale".
"Siamo in un momento storico: i lavoratori possono riprendere i valori di classe di una volta e tornare alla solidarietà tra loro. Questa situazione è lo specchio della situazione nazionale, ma possiamo e dobbiamo impegnarci per cambiare le cose", ha detto Luigi Liguori, di Spezia bella, forte e unita.

A chiudere l'incontro è stato Roberto Colombo, lavoratore di Acam Ambiente, che ha chiesto la parola per un intervento accorato.
"Il nostro lavoro incide moltissimo sulla vita della città, non lo dimentichiamo. Questo licenziamento è scandaloso: Iren ha sbagliato completamente il suo ingresso. Non si pensi che il sacchetto viola sia la soluzione della raccolta dei rifiuti in città: tutto dipende dalla qualità di quello che viene conferito, non dalla quantità. Vorrei vedere i risultati delle analisi della qualità del materiale differenziato prima e dopo l'introduzione della tariffa puntuale: secondo noi questo sistema è tutto da ridiscutere. Siamo pronti alla battaglia su tutti i fronti".

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I lavoratori di Acam Ambiente entrano a Palazzo civico, in testa Marco Furletti e Gianni Giargiolli Archivio CDS


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