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Ultimo aggiornamento: Martedì 21 Maggio - ore 17.40

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"Il popolo dimentica la sua storia, siamo rimasti in pochi"

L'appello di Luciano Civita presidente delle associazioni Combattentistiche e dell'associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra è emerso a margine della cerimonia della deposizione della corona al monumeto ai caduti di Cefalonia e Corfù.

"apriamo ai giovani"
"Il popolo dimentica la sua storia, siamo rimasti in pochi"

La Spezia - "Cerchiamo di fare del nostro meglio ma i tempi sono notevolmente cambiati ma c'è sempre un maggiore distacco su ciò che ha fondato la nostra storia". Lo ha dichiarato Luciano Civita presidente delle associazioni Combattentistiche e dell'associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra a margine della deposizione della corona al monumeto dedicato ai fatti di Cefalonia e Corfù (che avvennero tra il 23 e il 28 settembre dopo l'armistizio dell'8 settembre) che ha aperto ufficialmente le cerimonie per il 74esimo della Liberazione.
"E' sempre più difficile coinvolgere i più giovani nell'esercizio della memoria, questa mattina erano presenti le autorità civili e militari - ha proseguito Civita - , ma il popolo è assente. La memoria storica è il collante di un popolo e noi rappresentiamo quei valori. L'8 settembre fu tragico e che ha però ha segnato la svolta patriottica dello Stato. Sembrano parole dimenticate e questo crea profondo rammarico. Nella nostra associazione rimangono all'incirca cento vedove e i loro discendenti non sono presenti. Non è così solo per noi, ma anche per le altre associazioni combattentistiche. Il mondo è diverso ma perdere la memoria significa perdere la propria identità".
"I ragazzi oggi andrebbero invogliati - ha concluso - come associazione mettiamo a disposizione la nostra sede per quanti vogliano scoprire il passato di tutti".

Tra le autorità presenti anche la vice sindaco Genziana Giacomelli che ha parlato di un "filo rosso" che collega la strage di Cefalonia e Corfù alla Liberazione. "Questo monumento è strettamente legato al 25 aprile. Il tragico evento del settembre del '43 a Cefalonia e Corfù è fondante di quella che oggi è la nostra democrazia. Questi uomini sono morti e hanno combattuto per la nostra libertà: che siano militari, marinai, civili, partigiani, uomini, donne o sarcerdoti. Dal '43 al '45 la Resistenza è stata fatta da persone diverse con un unico obiettivo era la libertà. Tutto questo va raccontato ai più giovani perché dobbiamo tenere questa linea della libertà come valore assoluto e inestimabile".

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