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"Felettino, nessun piano B. Forse solo il tentativo di trasformarlo in ospedale privato"

L'opinione del Manifesto per la sanità locale.

L'intervento del comitato

La Spezia - "Nelle scorse settimane abbiamo letto e sentito con stupore dichiarazioni su presunti e stravaganti piani alternativi inerenti la costruzione del nuovo presidio ospedaliero del Felettino. Lo stupore diventa sconcerto quando poi, analizzando le ipotesi variamente adombrate, scopriamo che sono tutte congetture impraticabili o, peggio, illegittime.
L'ultima voce in questo coro è venuta, come variazione sul tema, durante i lavori dell'ultimo consiglio comunale spezzino; laddove è stato affermato che "non si vede la volontà dell'appaltatore a realizzare il nuovo ospedale. Quest'ultima affermazione contrasta anche con le procedure amministrative attivate, in quanto l'impresa aggiudicataria dell'appalto nulla può legittimamente costruire, o posare in opera, senza lo sblocco dell'approvazione della variante al progetto del Felettino da parte di Ire, società funzionale della Regione Liguria; approvazione che vanamente gli spezzini attendono dalla metà del luglio scorso". Così il comitato Manifesto per la sanità locale commenta la situazione relativa al nuovo ospedale della Spezia, per il quale sembrerebbe essere indirizzati verso la bocciatura della proposta di variante sulle fondamenta presentata da Pessina costruzioni, progettista e costruttrice della struttura.

"Il progetto del nuovo ospedale - ricorda il Manifesto per la sanità locale - aveva avuto certamente tutte le approvazioni occorrenti per essere appaltato, ma quella della Provincia della Spezia, per quanto di sua competenza, conteneva anche una riserva, o meglio una raccomandazione, di non poco conto, riguardante le fondamenta dell'edificio. Basta leggere la Determinazione dirigenziale n° 1341 del 17 luglio 2016.
Riteniamo che nessun cittadino gradirebbe rimanere nel dubbio di avere un nuovo ospedale esposto a paventati rischi “di cedimenti differenziali anche maggiori di quelli valutati dai progettisti”. Tale preoccupazione, articolata e documentata nel citato atto pubblico, fu accolta e fatta propria – pensiamo anche in autotutela – dall'impresa appaltatrice. La quale presentò, pertanto, in data 23 dicembre 2016, mentre procedevano i lavori di demolizione e sbancamento, una variante al progetto a suo tempo approvato, riguardante le fondamenta dell'opera.
Per l'esame e conseguente decisione su tale variante, Ire - proseguono dal comitato - diede avvio in data 18 dicembre 2018 alla Conferenza istruttoria dei Servizi che ha concluso i suoi lavori positivamente in data 16 luglio 2019, avendo ricevuto, in quella sede, i pareri positivi sulla variante da parte del Comune e della Provincia della Spezia.
Da metà luglio, quindi, ancora si attende la convocazione della conferenza dei servizi conclusiva, per la definitiva approvazione della ridetta variante, senza la quale nulla si può ragionevolmente costruire.
Il vero dubbio che ora sorge, assai corposamente e non solo nel nostro Movimento, è che sia proprio la Regione col suo presidente, a non volere l'avvio dei lavori di costruzione del nuovo ospedale pubblico della Provincia spezzina.
Questo lungo ed esasperato contenzioso nei confronti dell'appaltatore, pensiamo sia il riflesso della volontà di non voler risolvere i problemi. Di più, riteniamo si stia tentando di infilare in un binario morto quell'appalto, per poi abbandonarlo.
Qualcuno sta forse pensando così di passare poi la mano a qualche impresa privata, cui affidare la costruzione e soprattutto la gestione dell'ospedale?
Avanziamo, pertanto, qualcosa in più di una pur ragionevole supposizione, secondo la quale si vuol privare la città e la provincia dell'ospedale pubblico per “regalarlo” ai privati, magari con pubbliche sovvenzioni.
Ci attendiamo e speriamo in corali smentite, non a parole, ma con i fatti. Facendo convocare subito, e senza ulteriore indugio, la conferenza dei servizi conclusiva, per l'approvazione definitiva della variante presentata".

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