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"Febbre, tosse e il sangue. Poi è toccato a mio figlio"

La testimonianza dalla quarantena di una famiglia colpita dal Covid. "Pensavo di averlo preso in ferie, invece è successo qui. Ho evitato di tornare al lavoro, sarei stato una bomba a orologeria. Ho atteso per due settimane il tampone che ci liberi".

la seconda ondata

La Spezia - Il Covid è una prigione di sofferenza fisica, di disagio emotivo, di costante preoccupazione. A cui in certi casi si aggiunge l'aggravio dei ritardi del sistema sanitario, che protraggono l'angoscia oltre il tempo della scomparsa dei sintomi. Anche per chi può dire di aver scampato le conseguenze più gravi. "Giovedì faccio il secondo tampone finalmente. L'Asl mi aveva detto che sarei stato richiamato il 7 agosto e invece da allora non ho più sentito nessuno. Ho smosso mari e monti, ho telefonato a manca e a destra per poter avere questo appuntamento. Poche ore fa mi hanno chiamato ed è stato un grande sollievo. I sintomi sono spariti da tempo, ma io e la mia famiglia siamo barricati in casa da un mese in attesa che qualcuno certifichi la nostra guarigione". Come Francis, sua moglie ed i suoi due figli piccoli, così in decine attendono speranzosi all'interno del focolaio della Spezia di poter tornare alla propria vita. Hanno lasciato una città in clima di festa, nel pieno dell'estate. La ritroveranno divisa in zone a maggiore e minore rischio, le mascherine tornate obbligatorie ovunque e il conto dei ricoverati in ospedale riassunto nuovamente a rito pomeridiano da officiare con le dita incrociate.
Può succedere a chiunque che la vita cambi in poche ore. E bisogna essere capaci di fare la cosa giusta per non diventare a propria volta parte del problema. "Ero tornato da Roma alla Spezia dopo un breve periodo di vacanza e una mattina mi sono svegliato che stavo male. Così ho chiamato al lavoro e ho detto che non sarei tornato nonostante la fine del periodo di ferie. Subito dopo ho chiamato il mio medico informandolo che avevo qualche linea di febbre. Sono venuti i tecnici mandati da Asl a casa e mi hanno fatto il tampone. Due giorni dopo il responso: positivo al Covid. Se nel frattempo fossi andato in cantiere, sottovalutando i sintomi, avrei rischiato di infettare tante altre persone. Per lavoro frequento tanti ambienti diversi con decine di colleghi. Sarei stato una bomba ad orologeria".

Era il 19 agosto quando il personale dell'Asl sottopone Francis a test. Il 21 agosto è dichiarato positivo. L'app Immuni non è installata sul suo smartphone, e allora per ricostruire i suoi contatti dei giorni precedenti serve un lavoro di memoria. "A Roma avevo frequentato diversi locali, ero sicuro di essermi contagiato lì. Lo dico ad Asl che testa gli amici che erano con me, ma nessuno dei cinque è positivo. Allora mi viene in mente che la sera del rientro ero stato a cena con alcuni parenti qui alla Spezia. Viene fatto il tampone ai miei parenti e i positivi escono uno dopo l'altro". Il 22 agosto gli emissari della sanità pubblica tornano nella casa dell'Umbertino e testano il resto della famiglia. "E' assurdo, ma mia moglie e il mio figlio minore, che dorme ogni notte nel lettone con noi, sono negativi. Il figlio più grandicello, che è uno riservato e piuttosto solitario, invece lo aveva preso".

I sintomi iniziali evolvono rapidamente. "Dopo tre o quattro giorni di febbre alta ho iniziato a tossire. Una tossa incessante, sempre più violenta. Ad un certo punto ho notato macchie di sangue nel fazzoletto. Ho perso il gusto e l'olfatto, ogni tanto mi tornavano e poi sparivano nuovamente. Però ho sempre respirato normalmente e non c'è stato bisogno di ricovero. Mi sentivo ogni giorno telefonicamente con la mia dottoressa che mi ha sempre seguito e rassicurato. Anche in merito al sangue dalla bocca, che può succedere in caso di tosse così frequente".
Non era la prima volta che il Covid si presentava in famiglia. "Avevo già vissuto in prima persona a febbraio la malattia di mia madre. Mia zia è stata una delle prime contagiate alla Spezia durante la prima ondata. Fa la badante e allora la collega con cui lavorava ed una coppia di anziani, presso cui prestava servizio, si erano ammalati ed erano morti. Mia zia ebbe conseguenze lievi, mia madre invece è stata ricoverata in terapia intensiva e se l'è vista brutta". Intanto anche il figlio mostra i primi sintomi. "Per lui due giorni di febbre, e poi hanno iniziato a comparire delle bolle sul corpo, simile alla varicella. Ci siamo preoccupati, la pelle si piagava. Poi ha iniziato a sfogliarsi sulle mani e sui piedi, come quando si è preso troppo sole. Dopo qualche giorno è finito tutto".

Non l'attesa di un secondo tampone. "Mi avevano detto che mi avrebbero chiamato il 7 settembre per venire a testarci. E invece non ho più sentito nessuno. Ho provato a chiamare, nessuna risposta. Il tempo passava, io ho esteso il periodo della mia malattia al lavoro perché ho un contratto a tempo indeterminato. Mia moglie però lavora a chiamata e da un mese è obbligata a stare ferma anche se probabilmente non ha mai contratto il virus".
All'Umbertino in tanti vivono la stessa quarantena, molti all'interno della comunità dominicana. "Sì, solo io conoscerò almeno duecento persone che sono state testate positive. La festa di Carrara come occasione di contagio? Non ho notizia di feste a Carrara, dove i dominicani saranno cinquanta al massimo. E' vero che c'è l'abitudine di recarsi al fiume alla domenica o nei giorni festivi, lì si può fare festa all'aperto senza disturbare nessuno. Ma in generale la comunità dominicana è molto unita, quando uno si prende il virus è più facile che se lo prendano tutti. Tanti miei compaesani amano stare assieme intere giornate".
E ora il problema sanitario rischia di diventare un problema sociale se non si darà modo a chi ha già sconfitto il Covid di tornare alla propria vita. "Molti qui hanno contratti per cui se non lavorano, non guadagnano. Non possono permettersi di perdere neanche un giorno in attesa del secondo tampone. So che alcuni hanno addirittura coinvolto gli avvocati, ma personalmente credo che ci voglia anche il buon senso di capire che in questo momento tutti stanno facendo il massimo".

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