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"Ex Mardichi ceduta senza interpellare una città che l'aveva richiesta"

di Massimo Federici

"e che dire dell'acquedotto di pegazzano?"
"Ex Mardichi ceduta senza interpellare una città che l'aveva richiesta"

La Spezia - Chiedo cortese ospitalità a Città della Spezia per tornare sul tema del compendio ex Mardichi-dormitorio per senza fissa dimora al fine di rispondere alla nota della Marina Militare inviata al giornale a firma del Capo Ufficio Pubblica informazione Capitano di Fregata Antonio Loggia. Colgo l'occasione per chiedere a CdS un'ulteriore disponibilità di spazio anche nei prossimi giorni sul tema servitù militari per andare oltre lo specifico di questo caso e poter quantomeno sfiorare un tema tanto ricco di sfaccettature e complicazioni. Non mi è sembrato il caso infatti di mescolare in un unico e troppo lungo intervento questioni così delicate e complesse.

Premetto che ho grande stima e considerazione per la Marina Militare di cui ben conosco l'operato anche in ambito civile, solidaristico e umanitario. Per cui sono dispiaciuto se posso aver urtato delle sensibilità interne alla Forza Armata con i miei toni volutamente provocatori ai quali come noto sono talvolta uso ricorrere. Detto ciò, che la Marina manifesti sovente tratti che sono da una parte conservativi e dall'altra tendenzialmente 'irresponsabili' (parlasi di irresponsabilità anche per il Presidente della Repubblica, in quanto non tenuto formalmente a rispondere dei propri atti) credo sia ampiamente comprovabile e condiviso dal senso comune. Penso che ciò in parte derivi dalla sua (per alcuni aspetti necessaria) natura di corpo separato, e in parte da visioni datate e non ultimo dal peso di una burocrazia interna talvolta soffocante.

Compendio ex Mardichi. L'equivoco può starci, è possibile che le associazioni che mi hanno riferito riguardo a interlocuzioni con la Marina allo scopo di entrare in possesso del bene non abbiano seguito i canali dell'ufficialità o non siano state formalmente precise. Non saprei, non voglio mettere croci addosso a nessuno e mi assumo pertanto la responsabilità delle eventuali inesattezze delle mie affermazioni. Ma la sostanza non cambia e per due motivi. Il primo riguarda l'esito che ha avuto la retrocessione nel possesso dell'ex Mardichi, esito reso noto solo in conseguenza della presente discussione, e che conferma l'esistenza di logiche del tutto avulse dal territorio e dalle sue istanze. Aver trasferito nella disponibilità del demanio attraverso l'Agenzia delle Entrate quel bene pur trattandosi di una struttura in piena città, più volte oggetto nel corso del tempo di interessamento della città stessa, nelle sue diverse articolazioni istituzionali e non, testimonia un approccio "a prescindere" che è il succo e la sostanza della mia "provocazione".
Prima della retrocessione del bene non sarebbe forse stato utile e consigliabile un confronto con le istituzioni cittadine per valutare eventuali altri percorsi, ipotesi, soluzioni?

Secondo. La Marina non volle cedere quel compendio alla città neanche in passato. Nel corso del mio secondo mandato con il presidente della Fondazione Carispezia Matteo Melley ho partecipato a una riunione ai massimi livelli a Roma (in un bellissimo stabile della Marina) per discutere dell'acquisizione di quel rudere mai utilizzato dalla seconda guerra mondiale a oggi. Al tavolo oltre ai massimi vertici della F.A. non so quanti assistenti e responsabili di vari settori ci fossero. Comunque, lo dico con un sorriso, così tanti da impressionare. Dopo lunga e articolata discussione la risposta fu di fatto un bel no. E, sinceramente, ancora adesso abbiamo da capirne il motivo. Così come non ho mai compreso il diniego su il cosiddetto ozonizzatore (vulgo acquedotto, nell'immagine a destra) di Pegazzano, un bell'esempio di archeologia idraulica (ricca di amianto) nel mezzo di un popoloso quartiere.

Detto ciò, a questo punto e proprio perché mi sta molto a cuore il problema, magari sperando in un qualche interessamento dei nostri rappresentanti in parlamento, sarebbe utile capire se sia ancora possibile entrare in possesso o in proprietà dell'ex Mardichi in via non onerosa (ma l'Agenzia delle Entrate immagino che invece vorrà "realizzare"), magari attraverso l'ottimo meccanismo del federalismo demaniale. Sarebbe a mio parere molto bello se si potesse arrivare a un suo utilizzo a favore dei senza fissa dimora. Ma diciamo pure che l'ambito sociale, in un contesto di così drammatico peggioramento per la crisi interminabile che viviamo, purtroppo lascia solo l'imbarazzo della scelta per quanto riguarda un buon uso di questo bene pubblico.

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