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Ultimo aggiornamento: Martedì 21 Maggio - ore 13.17

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“E' importante che le strutture turistico-ricettive effettuino la valutazione del rischio legionellosi”

partecipato seminario in Confartigianato
“E' importante che le strutture turistico-ricettive effettuino la valutazione del rischio legionellosi”

La Spezia - Quali sono i rischi dovuti alla presenza della legionella negli ambienti di lavoro e quali le possibili misure di prevenzione? Se ne è parlato nel corso di un partecipato seminario che si è tenuto in Confartigianato presso la sede di via Fontevivo, 19. “La legionella – ha spiegato nell'introduzione Enrico Taponecco, Responsabile Ambiente e Sicurezza Confartigianato - è un genere di batteri aerobi; il tipo più pericoloso, a cui sono stati collegati circa il 90% dei casi di legionellosi, è la legionella pneumophila. Presente negli ambienti acquatici naturali ed artificiali, si può trovare anche nelle condotte cittadine e negli impianti idrici degli edifici, come i serbatoi, le tubature, le fontane. Questi batteri prediligono gli ambienti acquatici caldi (tra i 25°C ed i 42 °C), ma riesce a sopravvivere anche a temperature fredde (fino a 6°C). La legionellosi si acquisisce per via respiratoria, il contagio avviene tramite inalazione dei aerosol contaminato ossia con presenza di legionella. Le Legionellosi è un’infezione che può sfociare in diverse forme cliniche a carico dell’apparato respiratorio (es. Febbre di Pontiac, Malattia dei Legionari, etc.)”.
“Il Rischio legionellosi – ha aggiunto il medico del lavoro CMD, Andrea Sagramoni nella sua relazione - dipende da diversi fattori, la temperatura dell’acqua compresa tra 20 e 50°C, la presenza di tubazioni con flusso d’acqua minimo, l'utilizzo stagionale o discontinuo della struttura, la vetustà, complessità e dimensioni dell’impianto, l'ampliamento o modifica d’impianto esistente, le caratteristiche dell’acqua di approvvigionamento”. Si è poi passati al tema della prevenzione.
“Per un’efficace prevenzione – ha illustrato la biologa Fabrizia Mazzoni, Aequalab - la linea guida per il controllo della legionellosi prevede l’obbligo per il gestore di ogni struttura turistico-recettiva di effettuare la 'Valutazione dei rischio legionellosi' con periodicità definita in funzione del rischio (biennale, preferibilmente annuale). Tale valutazione prevede una analisi del rischio al fine di verificare la possibilità che nella struttura possano verificarsi casi di malattia. Individuazione di una figura competente, responsabile dell’esecuzione di tale attività di prevenzione (ad es. igienista, microbiologo, ingegnere con esperienza specifica, ecc.); Redazione di un piano di monitoraggio e controllo nel quale vengano evidenziati i campionamenti da effettuare, la periodicità, gli interventi da porre in essere in caso di positività”.
“Se vengono accertate situazioni di rischio igienico-sanitario – ha concluso Taponecco – l'ASL può arrivare anche, se necessario, alla sospensione dell'attività”.
L'Ufficio Ambiente e Sicurezza Confartigianato è a disposizione delle imprese del settore turistico alberghiero e degli amministratori di condominio per predisporre la valutazione del rischio legionellosi. Una corretta valutazione del rischio correlato ad una struttura turistico-recettiva non può prescindere da un’accurata ispezione e conoscenza degli impianti a rischio, spesso partendo dagli schemi d’impianto aggiornati. Tale analisi ispettiva ha lo scopo di identificare i punti critici di ciascun impianto a rischio identificando quali siano i punti della rete (idrica ed aeraulica) che possano determinare un rischio per gli utenti e per i lavoratori. I gestori di strutture recettive devono effettuare e revisionare regolarmente la valutazione del rischio, almeno ogni 2 anni (preferibilmente ogni anno).
Per ulteriori informazioni è possibile tel. 0187.286632 oppure via e-mail: sicurart@confartigianato.laspezia.it

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Seminario Legionella


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