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Ultimo aggiornamento: Giovedì 09 Aprile - ore 23.15

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"Dmo alla prossima Bit, sbaglia chi non sceglie visione complessiva"

Intervista a Paolo Asti, assessore al turismo del Comune della Spezia che in questi giorni sarà alla Bit di Milano: "Coronavirus? Perderemo la nostra quota. Siamo vicini alla città di Zhuhai". A giugno un grande evento a Nizza.

Turismo a 360 gradi
"Dmo alla prossima Bit, sbaglia chi non sceglie visione complessiva"

La Spezia - Destination management organization - meglio nota come Dmo - in rampa di lancio, spettro del coronavirus, possibile intese con Sarzana, numeri del 2019 e prospettive per gli anni a venire. Nella giornata inauguarale della Bit, la Borsa del Turismo ospitata a Fiera Milano City fino all'11 febbraio, questi alcuni dei temi della chiacchierata sul turismo tra CdS e l'assessore Paolo Asti, titolare di una delega sempre più strategica per il territorio. Ma occhio - lo chiarirà perentoriamente - ad adagiarsi sugli allori, immaginando rendite di posizione.

Nei prossimi giorni saranno resi noti i numeri del dicembre scorso. Stando alle sua fonti che 2019 si chiuderà per il turismo spezzino?
"Per avere i dati completi bisognerà attendere ancora qualche giorno, ma crediamo che saranno positivi, in linea con l’andamento dell’anno appena trascorso. Vale la pena sottolineare che già nel mese di novembre, nonostante il maltempo che lo ha caratterizzato, sia in termini di per presenze che di arrivi abbiamo superato l’annualità precedente. Infatti, a novembre, avevamo registrato 20.000 arrivi e oltre 37.000 presenze in più rispetto a tutto il 2018. Un incremento che naturalmente si somma alla crescita esponenziale dell’anno precedente che ha visto il comune della Spezia come quello con la migliore performance tra quelli dell’intera Liguria. Un successo dovuto all’attività degli operatori e delle associazioni di categoria, ma anche delle istituzioni come Comune e Regione Liguria".

Proprio le associazioni di categoria hanno manifestato qualche mal di pancia per quel che riguarda l'utilizzo del 60 per cento del gettito dell'imposta di soggiorno relativa al 2018. Non tutte le spese sono state concordate. Nell'ultimo incontro sono state poste le basi per un impiego maggiormente condiviso per il tesoretto del 2019?
"Le associazioni di categoria hanno mostrato grande equilibrio e comprensione nei confronti delle difficoltà di bilancio generale dell’ente, tema affrontato negli incontri dei giorni scorsi direttamente dal sindaco Pierluigi Peracchini. Il 2018 da questo punto di vista rimane un anno di transizione e al tempo stesso un anno utile a trovare sempre maggiore intesa tra gli obiettivi dell’amministrazione e quelli degli operatori rappresentati dalle associazioni di categoria. Molti punti di convergenza sono stati trovati, uno per tutti quello che ci ha permesso di svolgere, nell’ottobre scorso, il primo workshop dedicato al tempo libero ponendo il nostro territorio al centro dell’interesse di operatori internazionali del turismo mostrando così le nostre bellezze e al tempo stesso la possibilità di goderne per dodici mesi all’anno. Una volontà, attraverso un evento che ripeteremo anche quest’anno, utilissima alla destagionalizzazione dell’economia turistica. L’obiettivo condiviso per il 2020, oltre alla partenza del Dmo, su proposta delle associazioni, è quello di realizzare la carta dei servizi turistici di cui relazionerò al prossimo appuntamento del tavolo tecnico del 17 febbraio".

Lerici e Porto Venere non entrano a far parte, almeno per ora, della Dmo “Golfo e Terre dei Poeti”. Stando al nome, oltre che alla logica di rappresentare un territorio e una serie di proposte più ampi, avrebbero dovuto essere compagni di viaggio sin dall'inizio. Come valuta questa decisione?
"Sono convinto delle ragioni degli operatori che hanno chiesto a tutti i comuni, compreso Lerici e Porto Venere, di aderire al Dmo a cui del resto avevano aderito in fase progettuale firmando un protocollo d’intesa. Molto spesso in politica ci si scorda che bisogna dimenticare il particolare in virtù di una visione complessiva, per questo abbiamo favorevolmente accolto la richiesta di poter far parte del Dmo da parte dei comuni della Lunigiana. E’ una scelta che si compie con la consapevolezza che quello turistico è un mercato globale, in cui non si può operare con una dimensione talmente ridotta da non essere neppure presi in considerazione. Detto questo credo che, turisticamente parlando, spesso si faccia troppa letteratura parlando della capacità attrattiva delle nostre bellezze perdendo il senso concreto che ci deve spingere a fare squadra. A noi non importa se un turista arrivando nel Golfo dorma a Lerici, Porto Venere o alla Spezia, a noi interessa mettere in rete tutte le opportunità che il territorio offre per far sì che questa diventi una meta. Il Dmo è stato percepito da altri comuni, ritenuti minori a torto o ragione, come la soluzione utile a dare una visione d’insieme in termini di creazione di prodotto turistico e di rete tra gli operatori così da unire le forze necessarie per dare le risposte di un’offerta che deve essere sempre più qualificata per poter attrarre turisti in un mercato globalizzato".

E con Sarzana come vanno le interlocuzioni? Si dice sia molto vicino anche l'ingresso della città della Val di Magra nonostante faccia parte di un altro distretto turistico (Val di Magra e Val di Vara, ndr), mai veramente decollato.
"Sarzana ha voluto esaminare ogni aspetto con estrema chiarezza, con l’assessore Italiani abbiamo lavorato molto. Se come pare l’amministrazione guidata dal sindaco Cristina Ponzanelli confermerà la volontà di entrare nel Dmo non potremo che essere soddisfatti. Spezia e Sarzana sono i primi due comuni della provincia, uniti possono fare la differenza in termini di capacità attrattiva e di offerta complessiva. Del distretto turistico di cui fa parte Sarzana posso solo dire che ne sento parlare ogni volta che Spezia, come nel caso del workshop di ottobre, presenta una nuova iniziativa. Quasi a dire: esistiamo anche noi. Avevano promesso montagne di denaro agli operatori, ma al momento non vedo per gli operatori neppure i vantaggi della fiscalità che pure il distretto porta con sé".

Il turismo di destinazione ha da tempo lasciato il passo a quello di motivazione. E' quindi necessario offrire esperienze, ambito sul quale possiamo dire la nostra sotto molti punti di vista, ma anche servizi e qualità nell'accoglienza. Qualcosa si è mosso negli ultimi anni. Quanta strada crede sia ancora da fare?
"Non è vero che il turismo di destinazione ha lasciato il posto a quello motivazionale. Il punto è che una destinazione deve avere semmai la capacità di attrarre turismo con attività esperienziali. In merito alla qualità devo dire che si è affacciata una nuova generazione capace di comprendere che la qualità nel settore turistico è diventata necessaria perché la rendita di posizione non basta. La strada è ancora lunga proprio per questo ci stiamo impegnando con gli istituti scolastici spezzini con formazione sul campo. A primavera realizzeremo un servizio di steward turistici svolto proprio dagli studenti che animeranno veri e propri punti di accoglienza e informazione turistica in città nei giorni di arrivo delle navi da crociera. Un servizio e, al tempo stesso, un’occasione di formazione concreta capace di mettere in campo l’entusiasmo dei nostri giovani che, insieme ai loro docenti, hanno accolto con molto favore la nostra proposta. Il tutto svolto dopo un periodo di training formativo capace di dare loro gli strumenti utili per far distinguere la nostra città rispetto ad altri porti di arrivo".

Si stima che le problematiche relative al coronavirus porteranno a perdere 5 milioni di presenze in Italia. Anche la ricaduta sul territorio spezzino sarà sensibile. Quali sono le ultime informazioni che ha ricevuto dagli amici di Zhuhai?
"Il turismo cinese è al terzo posto per gli arrivi e al quarto per le presenze della nostra città. Occorre quindi tenere conto di quello che sta succedendo al di là del lato umano. Pagheremo la nostra quota di questa perdita complessiva del Paese che accade paradossalmente nel momento in cui i numeri, visto che il 2020 è stato decretato l’anno della cultura e del turismo tra Italia e Cina, sarebbero cresciuti ancora. A Zhuhai la situazione è relativamente tranquilla, abbiamo scritto un messaggio di solidarietà alla città che, mi hanno fatto sapere, è stato trasmesso dagli organi di informazione locali. Personalmente, anche recentemente, ho voluto dimostrare la mia vicinanza nei confronti di un Paese e di una popolazione che non mi ha mai risparmiato dimostrazione di amicizia e considerazione".

Il turismo francese è una componente fondamentale del mosaico dei visitatori alla Spezia. Cosa pensate di fare per continuare ad attrarli sulla riviera di levante e in particolare nel Golfo?
"Il turismo francese anche per il 2019 è rimasto al primo posto nelle classifiche di arrivi e presenze. Detto questo ha dato segnali di piccola flessione. Per questo abbiamo voluto cogliere l’invito della Camera di commercio di Nizza che si è proposta di offrirci servizi di promozione e di marketing del nostro territorio. Nei prossimi giorni faremo la prima riunione operativa tra i tecnici che si occuperanno di questa attività proprio qui alla Spezia per partecipare a un grande evento che si svolgerà nel giugno prossimo nella Promenade des Angles. Vogliamo presentarci raccontando tutto ciò che ci unisce, dalla costruzione dell’Arsenale pensata dagli ufficiali di Napoleone, prima ancora della scelta compiuta da Cavour, alle vicende della contessa di Castiglione alla corte di Napoleone III. Uno storytelling capace di una narrazione insolita proprio per creare una occasione di turismo esperienziale attraverso i luoghi così da differenziarci positivamente dall’offerta di altri nove comuni italiani che sono stati selezionati insieme al nostro".

Ci si scontra con la lentezza dei processi di cambiamento, particolarmente forte in questa parte del mondo. Basti pensare al waterfront, anni che se ne parla eppure nulla è minimamente partito. Difficile pianificare interventi e infrastrutture in un mondo che cambia repentinamente.
"Il turismo va visto come un’economia che per tanto ha bisogno di una programmazione che venga rispettata a fronte di cambiamenti repentini generati da attentati piuttosto che da un ponte che cade o da un sistema infrastrutturale che certamente non è consono a un Paese che vuole competere, anche nell’ambito turistico. Naturalmente la città deve compiere scelte che riguardano il suo futuro non proprio immediato, ma intanto dobbiamo essere capaci di cogliere le occasioni che si presentano oggi con la reattività necessaria per reagire ai mutamenti. Programmare e non improvvisare resta la condizione che condividiamo con la Regione Liguria che anche nell’ambito turistico dimostra di avere grande reattività e punta a grandi obbiettivi".

Alla Bit per portare l'immagine turistica di Spezia nel mondo. Per l'edizione 2020 cosa avete in serbo?
"Alla Bit è presente appunto il padiglione della Liguria e con essa i nostri operatori. Alla Bit andremo da protagonisti il prossimo anno direttamente con il Dmo, ovvero con lo strumento che abbiamo ritenuto più utile rappresentare le eccellenze del nostro territorio".

F. Lugarini

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