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“Da 24 anni combatto il cancro, costretta ad attendere la chemio su una panchina" | Foto

La combattività di Lorenza Zanoni, paziente oncologica: "Basterebbe una tenda riscaldata, ma serve subito. Ho chiesto ai medici altri vent'anni perché voglio vedere il nuovo Felettino con tutti i reparti”.

"chiediamo una soluzione da luglio"
“Da 24 anni combatto il cancro, costretta ad attendere la chemio su una panchina"

La Spezia - L'appuntamento con la stampa davanti all'ospedale Sant'Andrea e alle 8.45 in punto. Sì perché alle 9.20 Lorenza Zanoni dovrà salire per la sua seduta di chemioterapia per combattere la sua battaglia contro il cancro che dura da una vita. Il problema è che fin dall'estate la Zanoni insieme ad altri pazienti, ha chiesto ad Asl di allestire una tenda riscaldata in vista dell’arrivo della stagione fredda. Qualcosa di semplice da risolvere ma che non ha trovato risposte e nel frattempo siamo a dicembre, alle porte dell'inverno. Dai piani alti, come li definisce la stessa Lorenza, non è arrivata alcuna risposta eppure la soluzione sarebbe velocissima, visto che proprio all’esterno del reparto di Malattie Infettive del Sant’Andrea c’è ancora una tenda, utilizzata nella prima fase dell’emergenza Covid, che potrebbe essere semplicemente spostata fuori dal reparto di Oncologia.

La situazione, che già non era semplice prima, è diventata ancor più complicata in seguito al trasferimento del day hospital dall’ospedale San Bartolomeo di Sarzana, trasformato in centro Covid, al Sant’Andrea della Spezia, dove gli spazi e le strutture sarebbero inadeguati per le esigenze dei malati. Con la Zanoni presenti alcuni consiglieri comunali di opposizione, da Guido Melley a Federica Pecunia, da Massimo Baldino a Jessica De Muro che non hanno voluto mancare alla chiamata, al pari di Daniele Lombardo, Cgil: dai banchi della minoranza partirà anche un’interpellanza diretta al sindaco per ottenere risposte nel breve volgere o almeno così si spera. "La tenda avrebbe dovuto essere allestita senza che i pazienti dovessero chiederlo – spiega Melley – Chiaro che la struttura non risolverebbe il problema degli spazi inadeguati, ma almeno darebbe sollievo ai pazienti in coda. Sarebbe stato bello se qui questa mattina insieme a noi ci fossero stati anche il sindaco Peracchini e il commissario straordinario dell’Asl Troiano”. Pecunia allarga il tiro: "Non capiamo perché abbiamo un assessore alla Protezione Civile che finora non ha fatto né detto nulla. Questa volta non ci siamo limitati a polemizzare, abbiamo costruito una soluzione a portata di mano grazie alla Pubblica Assistenza e all'interessamento della Protezione Civile alla quale abbiamo richiesto una tenda riscaldata per affrontare l'inverno mentre i militi della PA distribuiscono bevande calde già da questa mattina. Ora la soluzione è a portata di mano. Non serve niente altro che Comune o Asl5 si accordino con la Protezione Civile per metterla in applicazione da subito" mentre De Muro precisa che non è una questione politica "ma una battaglia di civiltà, visto che né il Comune né i vertici Asl hanno trovato una soluzione, abbiamo preso l'iniziativa". Sulla questione è intervenuto anche Davide Natale, consigliere regionale del Partito Democratico: "Una situazione insostenibile, indecorosa e inaccettabile. Ho predisposto un’interrogazione per capire come si vuole risolvere questo disastro e soprattutto i tempi. È fuori dubbio che servono strutture adeguate e personale dedicato. Una sanità allo sbando e a rimetterci siamo tutti. Inoltre è impensabile che vi sia un solo fisico al servizio oncologia al Felettino. Siamo alla follia, intervenire subito con risposte risolutive".

Davanti al Sant'Andrea anche il presidente della Pubblica Assistenza Andrea Frau, che si è da subito reso disponibile a fornire generi di conforto con i suoi volontari, e la Protezione Civile, che ha dato la sua disponibilità a fornire una tenda riscaldata. Zanoni, che ha scritto anche al presidente Toti invitandolo a essere presente per toccare con mano il problema in una mattinata di freddo e pioggia, teme che il suo grido d'allarme non venga ascoltato da chi ha facoltà di decidere: "Pare che l'Asl voglia mettere un container fuori dal padiglione, ma quella non è la soluzione giusta perchè sarebbe troppo chiuso (e probabilmente servirebbe più tempo per averlo nella disponibilità che serve, cioè immediata, ndr). Non si può avere Oncologia divisa tra diversi piani com’è oggi, mentre a Sarzana il reparto lavora solo il martedì e mercoledì perché manca il personale. Voglio dire un'altra cosa: ho detto ai medici, che ringrazio per quello che fanno ogni giorno, di darmi altri vent’anni di vita perché voglio vedere terminato il nuovo ospedale del Felettino: ma non voglio una struttura di secondo livello, mi batterò perché in quella struttura ci siano tutti i reparti di cui hanno bisogno gli spezzini che devono curarsi”.

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