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"Con Pillon si va indietro di mezzo secolo"

Duecento persone alla mobilitazione cittadina contro il Ddl del senatore leghista.

Riforma dell'affido
"Con Pillon si va indietro di mezzo secolo"

La Spezia - Comitato No Pillon La Spezia in piazza oggi pomeriggio, tra Piazza Mentana e Via Chiodo, per ribadire il no al Disegno di Legge a tema affido condiviso avanzato dal senatore della Lega Nord, avvocato e storico sostenitore di battaglie per la famiglia tradizionale e contro aborto e unioni civili. Ben duecento persone hanno preso parte all'iniziativa per dire no “a un decreto che porterebbe il diritto di famiglia indietro di mezzo secolo. Un disegno di legge che ha come obbiettivo rendere particolarmente complicata la strada per la separazione in modo da far rinunciare a questo percorso, limitando la libertà delle persone. Le conseguenze ricadranno sui più deboli: donne e minori”.

Tra gli intervenuti per il Comitato, Franca Passoni, delegato Cgil. “Il Ddl Pillon mette al centro il costrutto ideologico dell'alienazione parentale, rifiutato dalla comunità scientifica – spiega l'attivista -. Significa che se un bambino rifiuta uno dei genitori, solitamente il padre, non viene ritenuto credibile, ma anzi vittima di un lavaggio del cervello da parte dell'altro genitore, cioè quasi sempre la madre. Il minore viene quindi messo in una struttura protetta per tre mesi e successivamente affidato al genitore cosiddetto alienato, quello che non voleva vedere. In questo modo si vanno a 'coprire' tutti i casi possibili di abuso sull'infanzia. Vogliamo forse altre vicende come quella di Federico Barakat, accoltellato dal padre nel corso di una visita?”.

Le critiche del comitato toccano diversi aspetti: “Se i figli sono minorenni – spiegano - la mediazione diventa obbligatoria anche nei casi di separazione consensuale. E non c'è nessuna considerazione dei casi di violenza secondo quanto già previsto dalla convenzione di Istanbul. E' noto che è proprio il momento in cui la donna decide di interrompere la relazione quello in cui si trova in pericolo maggiore. Inoltre, nel caso in cui la casa dovesse essere assegnata alla moglie, ma di proprietà del marito, lei dovrebbe pagare all'ex coniuge un affitto a prezzo di mercato”. C'è poi anche in nodo “dell'introduzione della figura del coordinatore genitoriale nel caso in cui la mediazione non vada a buon fine, con ulteriore aggravio di spese”.

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