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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 20 Marzo - ore 19.06

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"Che il sindaco tuteli la salute dei cittadini" | Foto

Dopo l'amianto, i Murati Vivi di Marola aprono un nuovo fronte sui fumi emessi dalle navi della Marina Militare all'ormeggio che invadono il borgo. "Chiederemo alle autorità se ci sono responsabilità civili e penali per tutto questo".

una convivenza difficile
"Che il sindaco tuteli la salute dei cittadini"

La Spezia - "Nel 2019, con le leggi vigenti, pretendiamo che chi amministra, su una situazione di nocività, si avvalga delle prerogative che sono delle autorità sanitarie locali, in tutela della salute dei cittadini. Pertanto chiediamo che il sindaco intervenga ufficialmente, chiedendo conto di questo scempio ed attivandosi affinché situazioni simili non si ripetano, tutelando la nostra salute e quella dei nostri figli. In tal senso provvederemo a richiedere, presso le autorità competenti, se sussistano responsabilità civili e penali riguardanti questa situazione inaccettabile". L'inverno caldo del borgo non è ancora finito. Dopo il fronte aperto sulla presenza di amianto in arsenale, ora l'associazione I Murati Vivi di Marola chiede conto all'amministrazione delle emissioni che dai fumaioli delle navi invadono le case della borgata.

Accensioni di routine dei motori delle unità della Marina Militare all'ormeggio sugli scali di ponente della base navale, che ieri come in altre occasioni hanno generato una densa nuvola bianca che ha formato una cappa sulle abitazioni. "Se la Marina militare è considerata un buon vicino, ci sfugge quale sia il parametro del buon vicinato. Sono mesi che assistiamo, nel silenzio più totale di chi amministra il nostro territorio, a situazioni inaccettabili. Questa mattina, a poche decine di metri dal paese, dagli uffici postali, dalla scuola dove studiano i nostri figli, assistiamo a navi che inondano l’atmosfera di fumi nocivi. Questa è l'aria che la cittadinanza è costretta a respirare? Il sindaco, in qualità di responsabile della sanità pubblica della città dovrebbe spiegare con quale diritto la Marina Militare può inquinarci ed avvelenarci", recita una nota accorata dell'associazione.

"Abbiamo assistito in questi mesi ad affermazioni sconcertanti, dal punto di vista civico ed etico, cercando alibi sulla presunta extraterritorialità della Marina Militare. Fortuna nostra, viviamo in uno stato di diritto, secondo il quale (Codice dell'ordinamento militare) le leggi che salvaguardano la salute dei cittadini si applicano anche alle aree militari. Un concetto di civiltà che evidentemente non è ben compreso da chi amministra la città, se la Marina continua con procedure che producono situazioni nocive per la salute della gente - continua l'associazione - Da novembre abbiamo portato a conoscenza la pubblica opinione e l'amministrazione della situazione relativa alla presenza di amianto, sentendo lodi a presunti interventi fatti con urgenza e con repentina solerzia da parte della Marina Militare. Ad oggi, e con un documento approvato dall'unanimità del consiglio comunale, non è ancora dato sapere se esistono dati sulle eventuali dispersioni di fibre d'amianto. A proposito di buon vicinato".

La chiosa dimostra l'impostazione apolitica della battaglia. Non piace l'immobilismo di chi regge Palazzo Civico, non piace ai Murati Vivi neanche chi si intesta una crociata salvo non ottenere mai un vero risultato. "Se da un lato l’amministrazione comunale si chiede di assumersi delle responsabilità e di compiere il proprio dovere è bene che sia chiaro a tutte le forze politiche che sui temi da noi sollevati non c’è bisogno di paternità, di primogeniture, ma di uno sforzo concreto affinché le istanze civili di tutela della salute siamo seguite con costanza, non certo con boutade o azioni estemporanee".

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