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"Caserma Duca degli Abruzzi strategica, nasceranno sessantadue alloggi"

L'annuncio del Comandante Lazio in commissione: "Undici milioni per adeguare il blocco 8". Poi i puntini sulle “i”: “Si libereranno aree interne all'Arsenale ma servono alla Marina".

lavori da inizio 2021
"Caserma Duca degli Abruzzi strategica, nasceranno sessantadue alloggi"

La Spezia - “I 203 milioni di euro già stanziati per l’ammodernamento della base navale di Taranto sono frutto di interlocuzioni che duravano da anni e sono andate solo ora a buon fine con la riconsegna di un’area importante per la città che non è più funzionale agli usi armati in favore di investimenti che manterranno intatte le funzionalità della base pugliese. Non c’è una competizione di risorse fra le due basi navali”. Chiamato in commissione comunale per fare il punto della situazione a proposito della base navale spezzina, l’ammiraglio Giorgio Lazio, Comandante del Comando Marittimo Nord, ricapitola lo stato dell’arte dell’Arsenale spezzino: aree, edifici, personale, fra presente e futuro. Partendo appunto dalla presunta “rivalità” con Taranto, l’altra città militare italiana, diventata nel dopoguerra la più importante: “Per scegliere dove investire si tiene conto dell’urgenza e dei sedimi a disposizione: ecco perché la competizione è una percezione che qualcuno può aver avuto ma che non trova riscontro nella realtà”. D’altro canto il famoso Piano Brin, messo in discussione più volte ma mai realmente completato e dunque di difficile valutazione, è stato in passato finanziamento ma senza continuità, come lo stesso Lazio spiega: “Alla base c’è però lo stesso processo che si è verificato per Taranto vedi l’accordo per il Falcomatà che abbiamo onorato fino in fondo e stiamo aspettando che Regione Liguria e Comune facciano altrettanto la loro parte. Lo stesso vale per i laboratori universitari interni all’Arsenale”. Nelle diverse risposte riservate ai commissari Raffaelli, Melley, Del Turco, il Comandante Lazio mette i cosiddetti puntini sulle “i” su alcuni vizi storici che la città si porta dietro: “Ci sono cose che la Marina non può dare e allora l’interlocuzione diventa sterile. Il Brin rimane un piano attuale perché si proponeva e si propone la volontà di razionalizzare l’uso dell’Arsenale, cosa che sta avvenendo. Abbiamo in atto concessioni con realtà industriali che non cito per non fare pubblicità… ma se si vuole strumentalizzare a proposito di aree che non si possono dare…”

La Marina insomma un’idea ce l’ha e la sta concretizzando, d’altro canto il piano industriale integrato è stato presentato: la razionalizzazione e riqualificazione sottintendono la possibilità di ridestinare internamente alla forza armata spazi e fabbricati per ora non utilizzabili a vantaggio di attività di supporto allo strumento navale con la graduale parallela dismissione di centri periferici: “Ad esempio il centro logistico di Scorcetoli – spiega Lazio - e la riqualificazione del parco logistico di Pagliari che diventerà un centro di addestramento per nuove unità navali attualmente ospitato in locali della Fincantieri”. Ma c’è di più: “E’ di prossima collocazione un centro iperbarico dentro la base costituirà un prezioso centro di eccellenza che può coinvolgere settori e attività della subacquea anche non militari. Non sono i soli progetti, abbiamo l’significato esigenza di rilanciare le capacità alloggiative esistenti, facendone di nuove. E alla Spezia siamo all’avanguardia per i contratti già in itinere, che riguardano l’ammodernamento dell’officina interna all’Arsenale per 12 milioni di euro e la realizzazione dai primi del 2021 di sessantadue alloggi frutto dell’adeguamento del blocco 8 della Caserma Duca degli Abruzzi, con un investimento da 11 milioni di euro che aiuterà a risolvere la situazione per tanti militari anziani, sistemando la facciata su Via Gaeta e compiendo un passo avanti importante nel recupero della caserma che, lo dico con chiarezza, rimane strategica per Comando Marittimo Nord”. E a chi gli chiede se si libereranno delle aree interne all’Arsenale, Lazio chiarisce che non saranno appannaggio della città ma della Marina stessa: “Si libereranno delle aree interne ma si chiarisce che queste aree servono come il pane alla Marina, le stiamo aspettando da tanto tempo e non le utilizziamo perché non avevamo i fondi per metterle a posto. Dal programma Basi Blu, la razionalizzazione consentirà di sfruttarle per liberarne di più periferiche, penso anche al deposito di Vallegrande. Riuscire a spostare tutto ciò che è spostabile nella base navale e nella base di Aulla, secondo il piano industriale integrato”.

Bonifiche e personale, last but not least: “Leggo notizie allarmanti ma il piano di bonifica è in atto da molto tempo e ciò che non è stato bonificato non è immediatamente pericoloso: se lo fosse saremo i primi ad esserne preoccupati. Ogni anno spendiamo soldi per la bonifica non solo dell’amianto ma anche di altri materiali”. E le assunzioni, tema sollevato da più di un commissario? “Il quadro del personale civile riguarda 2000 dipendenti sul territorio spezzino, già questo è un segno dell’importanza strategica del polo spezzino: i comandi e gli enti del territorio sentono carenza del personale scaturita dalla progressiva riduzione del personale causata dal blocco del turnover che si acuirà nei prossimi anni. Solo assumendo si può fare qualcosa e la Marina Militare l’ha rappresentata nelle opportune sedi”. Il necessario piano di assunzioni prevede però un’attenta e ponderata dislocazione su tutti i territori: la Spezia ha un ruolo centrale, in fondo è la seconda base d’Italia, e se ne terrà conto anche in questo senso. Ma non aspettiamoci che il fabbisogno venga coperto, anzi: “Con il decreto dell’agosto 2018 è stato emanato un piano assunzioni che riguarda circa 1100 unità, da ripartire però su tutto il territorio nazionale. Teniamo conto che ce ne sono altri 200 derivanti dal piano straordinario 2019-21. Nei soli comandi enti del territorio di riferimento c’è un’esigenza di circa 1000 unità”. E’ evidente che non basterebbero.

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