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Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 Settembre - ore 16.00

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"Buona Movida": residenti, gestori e avventori a confronto

Il Comune lancia un progetto sperimentale di partecipazione per trovare soluzioni condivise che migliorino la convivenza tra chi si vuole divertire e chi chiede più rispetto. Come partecipare ai gruppi di lavoro che partiranno a gennaio.

`Buona Movida`: residenti, gestori e avventori a confronto

La Spezia - Il passaggio dalla città dormiente al centro storico vitale degli ultimi anni non è stato indolore. Chi era abituato alla quiete interrotta saltuariamente dagli schiamazzi di qualche ragazzo si è trovato a fare i conti con orde di giovani attirati sino a notte inoltrata dai locali che hanno iniziato a costellare le vie cittadine. Uno scotto da pagare per il ritrovato appeal della città - anche dal punto di vista turistico - a discapito dei locali del resto della provincia e della Versilia. Un fenomeno reso indigesto dai comportamenti non sempre rispettosi delle nuove generazioni e che, in definitiva, è sfociato spesso in battaglie a suon di carte bollate tra residenti e gestori dei locali.
La convivenza, però, non è impossibile. Ne sono convinti a Palazzo civico dove, sotto la spinta degli assessori alla Partecipazione, Alice Parodi, e alle Attività produttive, Corrado Mori, è stato predisposto il progetto "Buona movida".

Una iniziativa in contrapposizione alla cosiddetta "mala movida", quell'insieme di episodi di schiamazzi e risse finiti nelle cronache dei giornali e sfociati in controlli a tappeto la cui efficacia rimane fisiologicamente limitata.
Per questo è stato lanciato oggi il percorso sperimentale di partecipazione attraverso il quale si arriverà al confronto diretto tra tutti i soggetti interessati dalla questione, con lo scopo di individuare soluzioni condivise sul tema e prendere i provvedimenti necessari per migliorare la qualità della vita in città. Per tutti.
A coadiuvare gli assessori nel progetto saranno il dirigente Mario Piazzini e un gruppo di lavoro intersettoriale che metterà a sistema i servizi attività produttive, decoro urbano, nettezza urbana, polizia municipale e comunicazione, coordinato dal funzionario responsabile della Partecipazione David Virgilio e da Francesco Paladina.

"Veniamo da un'estate che ha visto il tema al centro del dibattito. In senso positivo, nell'accezione di una città viva e presidiata, ma anche negativo per le lamentele in fatto di vivibilità espresse da parte dagli abitanti del centro. Per trovare soluzioni congrue e condivise - ha spiegato Parodi - abbiamo deciso di avviare un percorso di partecipazione che preveda il coinvolgimento attivo di residenti, gestori e avventori, oltre al gruppo intersettoriale dell'amministrazione. Da oggi parte la fase di composizione dei gruppi. Poi i gruppi si confronteranno mettendo in luce le diverse esigenze ed elaborando possibili soluzioni. Infine si analizzeranno i risultati e l'amministrazione valuterà quali atti emanare per andare incontro alle richieste che saranno emerse. In altre città sono stati avviati percorsi sperimentali simili, che hanno portato effetti più apprezzabili delle ordinanze. Con questa modalità di presa in esame del problema si ritorna a guardarsi negli occhi e a dialogare, un fatto non banale in questo momento storico. E inoltre intendiamo accorciare la distanza tra Palazzo civico e i cittadini".
I gruppi di lavoro saranno composti da un massimo di 20 partecipanti, per facilitare e rendere più efficace il dibattito.
All'interno del centro cittadino è stato individuato il perimetro più critico, in base al numero di esposti presentati e alla presenza di locali con maggiore capacità di aggregazione. I gestori sono stati contattati per partecipare al percorso, e nel frattempo sui canali social e attraverso locandine, avverrà l'opera di reclutamento dei rappresentati di residenti e avventori, che saranno poi selezioni con un sorteggio tenendo conto di rappresentanza di genere, età e tutti gli altri indicatori tecnici propri delle metodologie di partecipazione.
A gennaio prenderanno il via i lavori dei gruppi, che dapprima saranno riuniti solamente per categoria e successivamente saranno messi a confronto. Seguirà la fase di elaborazione delle idee e i primi effetti normativi, se ci saranno, potranno essere messi in campo in primavera.

"Il tema - ha concluso l'assessore Mori - divide i centri storici di tutta Italia. Alla Spezia, dopo tanti anni di paralisi, il fenomeno è oggettivamente positivo, ma deve essere governato. E la funzione della politica è proprio questa. Talvolta ci sono stati momenti di tensione tra il popolo della movida e i residenti: serve un equilibrio che tenga conto delle esigenze di tutti. Proviamo a trovarlo mettendo al tavolo i diversi soggetti, un modo che potrà anche contaminare i punti di vista. Non vogliamo dare vita a uno sfogatoio, ma giungere a redarre atti amministrativi che saranno maggiormente efficaci e rispettati, se saranno condivisi. E il rispetto delle regole è condizione necessaria per arrivare alla convivenza civile. Nel corso dell'estate abbiamo predisposto la pattuglia notturna della Polizia municipale e abbiamo emesso ordinanze che sono diventate parte integrante del Piano del commercio. Non partiamo da zero, ma ora serve fare un passo in avanti".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Piazzini, Alice Parodi e Corrado Mori
La grafica del progetto "Buona Movida"


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