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Ultimo aggiornamento: Sabato 27 Febbraio - ore 22.01

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"Amianto nelle strutture Tim, i controlli hanno cercato altro"

Negli ultimi vent'anni 113 sopralluoghi. Lo scambio tra il consigliere Ugolini e il presidente Toti.

Denunce in tutta la provincia
Sicurezza sul lavoro

La Spezia - La sede Tim di Corso nazionale alla Spezia, e ancora le strutture del medesimo operatore nelle vie Da Passano e Monfalcone nel capoluogo, in Via delle Ville ad Arcola, e altre tra San Terenzo, Riomaggiore e Levanto. “Sono oggetto di denunce in seguito alla presentazione di segnalazioni da parte di tre dipendenti Tim ai quali è stato diagnosticato un ispessimento pleurico da esposizione a fibre di amianto. L'inchiesta è partita cinque anni fa”. Parola del consigliere regionale spezzino Paolo Ugolini (M5S), che ha portato il tema stamani in consiglio regionale assieme al collega pentastellato Fabio Tosi. “A seguito di ulteriori segnalazioni – ha aggiunto Ugolini – il sindacato Snater ha chiesto di estendere accertamenti ad ulteriori edifici visto che pare ci siano stati interventi di riparazione con possibile dispersione di fibre di amianto”. Il consigliere ha quindi chiesto lumi sull'attività di monitoraggio (passata e futura) della Struttura Psal (Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro) di Asl5 in merito, appunto, alle strutture Tim.

Il presidente Toti, in qualità di assessore alla sanità, nota di Asl5 alla mano, ha spiegato che “negli ultimi vent'anni, da agosto 2001 a gennaio 2001, Psal ha effettuato, presso le strutture Tim, Telecom e Telecom Italia, 113 sopralluoghi di cui 60 negli ultimi 10 anni e 25 negli ultimi 5. Nel corso di tali controlli sono state rilevate violazioni delle norme su igiene e sicurezza sul lavoro che hanno comportato 15 comunicazioni di notizia di reato per la violazione di 38 articoli, riguardanti anche la salute e la sicurezza degli ambienti di lavoro. Una di queste comunicazioni era inerente l'amianto, in particolare relativa a lavorazioni di perforazione senza piano di rimozione delle polveri. Non c'è un obbligo di legge perché i siti in questione vengano sottoposti a monitoraggio continuo, ma si sottolinea - ha concluso Toti sempre dando lettura alla comunicazione Asl - come i siti siano stati sottoposti a controllo e che, qualora necessario, ci saranno i dovuti approfondimenti”. "Un solo caso? Temiamo che Regione - afferma Ugolini in una nota a margine del consiglio che ricalca la sua replica d'aula - non abbia in mano un quadro completo ed esaustivo: infatti, dalle denunce depositate si evince che molte centrali sono purtroppo interessate dal fenomeno. Temiamo poi che il problema qui siano proprio i controlli periodici, che avrebbero dovuto indagare sulla presenza o meno delle fibre di amianto. Se non le cerchi, va da sé che non le trovi. Per tutelare la salute dei cittadini e dei lavoratori urge un deciso cambio di passo".

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