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Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Marzo - ore 21.57

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"Alla sanità spezzina solo le briciole, pronti a una manifestazione a Genova"

Il Manifesto per la sanità locale conquista associazioni, cittadini e sindaci. Tortorelli: "All'Asl 5 meno fondi rispetto al resto della regione. Ora basta essere l'ultima ruota del carro".

una marea che monta
"Alla sanità spezzina solo le briciole, pronti a una manifestazione a Genova"

La Spezia - Sono pronti ad arrivare sotto Palazzo Civico e se servirà fino a Genova. Chiederanno più fondi per la sanità spezzina, cenerentola in Liguria per le attenzioni ricevute a livello economico. Una disparità che si manifesta nella scarsità dei posti letto, nelle mancanze di personale, nelle fughe di pazienti verso la Toscana e in generale in un clima di incertezza che pervade tutto il sistema locale. Con il caso del nuovo ospedale del Felettino, ora messo apertamente in discussione dalla politica, come punta dell'iceberg.
Sono una ventina le associazioni che hanno firmato il Manifesto per la sanità, e nuove se ne aggiungono ogni giorno. Così come si aggiungono le firme di nuovi cittadini, come la sessantina che oggi pomeriggio si è recata a Migliarina, nella sala dell'oratorio di San Giovanni, per farsi raccontare cosa succede tra le corsie dei nosocomi e nei corridoi dei palazzi.

"Vogliamo cercare di ricreare fiducia nella sanità spezzina invece che rassegnarsi a farsi curare altrove - esordisce l'avvocato Rino Tortorelli di Cittadinanza Attiva - e per fare questo servono innanzitutto più fondi. L'Asl 5 Spezzino è massacrata dal punto di vista finanziario, ultima in Liguria secondo tutta una serie di parametri. Lo dice la Corte dei conti e lo dice la stessa Regione Liguria con pochi dati: ultimi come posti letto, ultimi come risorse umane, primi per pazienti che scelgono di farsi curare altrove".
E poi giù i numeri, impietosi: 215 posti letto per acuti e 71 per riabilitazione quando Imperia, che ha un bacino d'utenza simile, ne ha ben 52 in più. Una media regionale di 153 dipendenti ogni 10mila pazienti quando alla Spezia sono solo 100. "A Imperia sono 122 e perfino nella piccola Asl Chiavarese sono 126 - continua Tortorelli - Significa che da noi mancano 2mila persone e che chi c'è deve fare turni massacranti. Meno servizio ai pazienti e anche meno posti di lavoro con i nostri giovani costretti a emigrare altrove. E intanto costiamo 37 milioni all'anno perché andiamo a farci curare fuori regione".

"È il momento di decidere se salvare il sistema sanitario nazionale pubblico - aggiunge il dottor Pieraldo Canessa, già primario di pneumologia - Abbiamo bisogno di un ospedale moderno perché il Sant’Andrea si sta sfaldando. Ma una volta che l'avremo ottenuto, speriamo in tempi brevi, cosa ci metteremo dentro se le competenze si stanno dequalificando sempre più. Dermatologia, fisiokinesiterapia, neuroradiologia sono sparite. Tra la Spezia e Sarzana si facevano 2mila parti, da quando hanno accorpato i reparti di ginecologia se ne fanno 800. Certo c'è il calco demografico, ma c'è soprattutto il fatto che gli spezzini preferiscono nascere a Massa o a Viareggio".
Il medico, per 22 anni in servizio presso l'Asl 5, va alla radice del problema. "E' che si decide tutto a Genova. Qui si obbedisce e basta. Eppure è qui che le necessità della sanità locale sono conosciute, è da qui che dovrebbe partire ogni input - spiega - Non può essere Alisa a imporre la propria visione, perché loro ci chiederanno sempre di più di spostarci a Genova per le cose importanti e gli spezzini continueranno ad andare a Pisa".

Non ci sono rappresentanti politici, qualcosa di cui Tortorelli si rammarica. E' il terzo incontro di una serie che continuerà e toccherà ogni comune. Ad Arcola c'era la sindaca Emiliana Orlandi e a Castelnuovo c'era Daniele Montebello che hanno preso l'impegno di richiedere a Pierluigi Peracchini di convocare una conferenza dei sindaci dell'Asl 5. "Fanno la sgambatura dei cani però queste cose vengono dopo...", sbotta un signore. E' anziano, come quasi tutti i presenti. E anche questo è un paradosso. Perché è di chi dovrà usufruire del servizio sanitario domani, ovvero dei giovani, che oggi si decide. "Serve un incontro pubblico su questi temi con tutti gli attori in gioco: Regione, sindaci, Asl, medici e personale sanitario tutto - la chiosa di Tortorelli - E vogliamo che i cittadini possano far parte della commissione sul nuovo Felettino, per essere aggiornati su costi e tempi. Siamo pronti a una manifestazione pubblica sotto il Comune e sotto la Regione se servirà".

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