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Ultimo aggiornamento: Venerdì 18 Agosto - ore 22.15

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"Abbiate il coraggio di indignarvi per le morti di Stato" | Foto | Video

La battaglia per introdurre una legge sulla tortura in Italia fa tappa alla Spezia. Ilaria Cucchi, Guido Magherini ospiti dello Spezia Fest. L'avvocato Anselmo: "La legge com'è adesso sarebbe dannosa. La nostra è una battaglia culturale".

SERATA PER I DIRITTI CIVILI
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La Spezia - "La legge sulla tortura così com'è concepita oggi non solo è inutile, ma addirittura dannosa perché rischia di attribuire la patente di non torturatore a chi un torturatore lo è stato davvero". C'è una linea rossa di indignazione che corre dalla caserma di Bolzaneto al caso Magherini, che incontra i nomi di Federico Aldrovandi e di Stefano Cucchi. Un movimento civile che si è ingrossato negli anni, alimentato dalla cronace nera dei tanti morti di Stato a cui è mancata la giustizia, per cui arrivare alla verità è stato un percorso a ostacoli anche di fronte a filmati e fotografie che poco lasciavano all'interpretazione. Ilaria Cucchi e Guido Magherini sono due volti di questo movimento, che ieri sera ha fatto tappa alla Spezia su invito della Curva Ferrovia che ha deciso di aprire lo Spezia Fest 2017 con un dibattito di grande attualità.
La sorella di Stefano e il padre di Riccardo, morti nel fiore degli anni mentre erano nelle mani dello Stato. La colonna delle loro battaglie è Fabio Anselmo, il testardo avvocato ferrarese che si batte contro gli abusi compiuti dalle forze dell'ordine. Insieme vogliono scrivere la storia dei diritti civili in Italia, ma la legge che hanno loro malgrado ispirato oggi è stata corrosa dal rimpallo parlamentare e privata di efficacia. Ostacolata per motivi ideologici e di opportunità politica, per un malconcepito senso di autoprotezione dello Stato che, come ogni stato, "non processa volentieri sé stesso". Sono questi i motivi per cui la battaglia per i diritti civili in Italia è ancora agli albori, secondo gli ospiti della festa degli ultras.

"Con la legge così com'è uscita dal Senato, nei processi Cucchi e Magherini non sarebbe cambiato niente", specifica Anselmo interpellato da Luca Tronconi, avvocato spezzino, e dal giornalista di CDS Benedetto Marchese che modera la serata. "Il fatto è che il dibattito sul reato di tortura è diventato un dibattito culturale. Chi si batte per introdurlo viene tacciato di essere contro le forze dell'ordine ma è tutto il contrario. La maggior parte degli uomini e donne in divisa di questo Paese sono persone per bene, che mai eccederebbero. Da qualcuno il discorso è stato così radicalizzato per cui è nato tutto un movimento di opinione che ritiene la tortura uno strumento necessario per la gestione dell'ordine pubblico", ammonisce Anselmo.
In vista della serata del Centro Allende non poche le polemiche anche alla Spezia. Il Coisp, sindacato autonomo di Polizia, ha annunciato una fiaccolata in Via Diaz, poi spostata dalla questura e annullata dagli organizzatori. Chiedevano di avere un contraddittorio, paventando il rischio di un "processo mediatico alle forze dell'ordine". "Ma in quale altro ambito i sindacati solidarizzano e difendono per principio un proprio iscritto accusato di un crimine? Se io domani fossi accusato di omicidio, l'ordine degli avvocati non si sognerebbe mai di scendere in piazza per difendermi solo perché sono parte della categoria. Questi sono atteggiamenti che diffondono la percezione che la divisa si possa associare alla violenza. É un problema culturale, una presa di posizione ideologica. La verità è che nessuno Stato processa volentieri sé stesso e quello italiano meno di tutti", dice l'avvocato Anselmo, vincitore del Premio Borsellino 2016, che ricorda come una legge sulla tortura compiuta esista anche in paesi come Turchia e Egitto.

"Riccardo chiedeva aiuto con tutte la sue forze quella sera, ma fu invece pestato. Abbiamo cercato di dimostrare quello che gli era successo e contro di noi si é rivoltato tutto un mondo. Neanche di fronte al filmato amatoriale che racconta quello che è successo quella notte si è preso coscienza della gravità di quello che era successo". Guido Magherini ricorda gli ultimi minuti di vita del figlio Riccardo, ex giocatore dello Spezia, con una sofferenza evidente, rivissuti ogni volta che la sete di giustizia lo porta in serate come quella della Pinetina a parlare di quei 12 minuti nella notte del 3 marzo 2014 in cui la vita del papà di Brando si spegneva su un marciapiede mentre era ammanettato. Chiunque, con una ricerca sul web, può viverla con il filmato girato da un residente di San Frediano. "A quei carabinieri una condanna vergognosa, solo sette mesi. Ora andremo in appello, ma Riccardo non ce lo renderanno più. Ma sia chiaro che noi non ce l'abbiamo con l'Arma. Mio padre era un carabiniere, che quando Badoglio chiese a tutti di levarsi la divisa e abbandonare le caserme, decise di farsi due anni di carcere da prigioniero piuttosto che venire meno al suo dovere".

Il caso Cucchi ha avuto una eco mediatica ancora più profonda. "Io e Guido non ci saremo mai dovuti incontrare perché avevamo vite talmente diverse - dice Ilaria Cucchi - Ma entrambi abbiamo vissuto un momento che le ha cambiare per sempre. Avevamo bisogno di sapere quando ci arrivò la telefonata che ci diceva che Stefano erano morto, invece di punto in bianco lo Stato ci ha voltato le spalle". Stefano Cucchi fu arrestato con 28 grammi di hashish addosso il 15 ottobre del 2009; una settimana dopo presentava diverse fratture e pesava meno di 40 chili quando fu dichiarato morto. In quei sette giorni era sempre rimasto in custodia dello Stato, tra caserme, carcere e ospedali.
"E oggi non abbiamo neanche la possibilità di vivere il nostro dolore in maniera privata, ma abbiamo bisogno di renderlo pubblico per avere qualche speranza di ottenere verità e giustizia. Una morte come quelle di Stefano e Riccardo capita sempre agli altri, questo è quello che pensiamo tutti. Forse é vero, ma le loro vicende riguardano tutti quelli che vogliono una società giusta per sé stessi e per i propri figli. La prima cosa da fare é non voltarsi dall'altra parte. Abbiate il coraggio di indignarvi".

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01/07/2017 - Ilaria Cucchi e Guido Magherini allo Spezia Fest


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