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"150 anni di Arsenale e nessuna parola sul futuro della nostra città"

I Murati vivi di Marola tirano in ballo la classe dirigente spezzina: "Nessuno che si sia preso la briga di riflettere, pubblicamente, su cosa sia oggi la base militare, in termini economici, sociali e ambientali".

L'altra faccia della medaglia

La Spezia - "Siamo consapevoli, come associazione e come marolini, dell'importanza storica dell'Arsenale militare per la nostra città, una realtà che fu fonte di sviluppo, di sostegno di tantissime famiglie spezzine, in relazione alle tante ed importanti lotte sociali che i lavoratori dell'Arsenale intrapresero". Lo affermano i Murati vivi di Marola, sottolineando però il silenzio assordante su altre questioni relative all'arsenale.

"A 150 anni dalla sua "inaugurazione" tuttavia - proseguono infatti - non c'è stato nessun esponente della classe dirigente spezzina, attuale e passata, che si sia preso la briga di riflettere, pubblicamente, su cosa sia oggi la base militare, su quale apporto dia in termini economici e sociali, quale impatto ambientale abbia nelle vite di tutti noi.
A questo vuoto culturale e politico non intendiamo certo porre rimedio, tuttavia riteniamo rompere questo silenzio assordante, riteniamo doveroso, per un'associazione come la nostra che da anni si batte affinché al nostro territorio venga ridato ciò che oggi non è più utilizzato, intervenire per sottolineare come dopo un secolo e mezzo ci sia il dovere morale, per lo Stato, in tutte le sue propagazioni, amministrative e governative, che ci si ponga il tema di bonificare ciò che nell'Arsenale nuoce ai quartieri ad esso vicini, come Marola, e iniziare un dibattito pubblico su ciò che comporterebbe la riacquisizione di tali aree da parte della collettività.
A 150 anni dalla sua nascita riteniamo sia indispensabile che una borgata come Marola, che più di ogni altra ha pagato riguardo alla nocività e all'impedimento di accesso al mare, vengano date delle risposte, in termini di riappropriazione di spazi e beni pubblici e comuni,di bonifica delle aree contaminate da sostanze nocive, in altre parole della visione della città, ed in particolar modo delle borgate, nel prossimo futuro.
Questo ci saremmo aspettati da chi serve la nostra comunità, da chi è classe dirigente del nostro territorio".

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