Spezia, Camera con vista- Sikikda, Algeria, ore 18,30
- Dunque la potente GLN ENI è riuscita nel suo intento, complimenti !! il rigassificatore di Panigaglia. seppur parzialmente. potenzierà le proprie capacità; quello che temevamo si è realizzato, il molo d’attracco sarà allungato di 50 metri e i serbatoi raddoppiati, la bellissima Baia di Montesquieu irrimediabilmente perduta. E allora? a questo punto cosa fare? calare le braghe e fare finta che niente sia successo o finalmente tirare fuori gli artigli come hanno fatto a Brindisi e fare vedere che anche noi spezzini siamo fatti di una certa pasta? L’associazione ambientalista Poseidonia sta promuovendo azioni allo scopo di fermare questo provvedimento, che appare palesemente illegittimo, perchè in contrasto con le direttive europee. Grazie a loro, ai loro comitati scientifici, esiste ancora la speranza di fermare questo scempio. ma per far questo occorre la mobilitazione di tanti, anzi di tutti. Quì non si tratta di modifiche o ristrutturazioni, ma di pericolo reale per la popolazione. Senza essere né Cassandre né corvi, né profeti provate a immaginare quello che accadrebbe se disgraziatamente succedesse qualcosa .... in un impianto che fin’ora immagazzina 8 miliardi di metri cubi di gas e che nel prossimo futuro sicuramente arriverà a 12. Qualcuno ricorda quello che accadde a Sikikda, Algeria alle 18,30 del 18 gennaio nel 2004? un impianto GNL rinnovato alcuni anni prima con tecnologie modernissime, e con una capacità di stokkaggio di 8 miliardi di metri cubi proprio come quello di Panigaglia viene gravemente danneggiato. Il disastro è enorme, benché fosse quasi deserto muoiono 27 persone altre 70 rimangono ferite, fortuna volle che non s’incendiarono le cisterne di stoccaggio; se fosse accaduto sarebbe sparito tutto nel raggio di 45 Km anche la città di Sikikda e i suoi 150.000 abitanti. E allora dov’è la Regione, dov’è la Provincia dove sono i Comuni , dov’è il movimento 5 stelle di Grillo? è giunta l’ora di uscire allo scoperto e bloccare sul nascere i lavori. Ricordiamoci che questo impianto è stato costruito per soddisfare il fabbisogno della Pianura Padana importante consumatrice di gas; ma oggi non funzionando quello di Ravenna (ENI), né l’altro di Brindisi (BP) fermo per sempre a causa di un sollevamento di grande protesta popolare, governanti e vertici di ENI, hanno pensato bene di potenziare quello di Portovenere cioè l’impianto che da quasi 50 anni stà rifornendo gran parte del fabbisogno del territorio Nazionale. Da tutto questo bailamme ai nostri poco lungimiranti governanti è sfuggito qualcosa di importante che avrebbe potuto salvare migliaia di posti di lavoro, vista la gravissima odierna crisi della cantieristica: un semplice sondaggio e queste menti lungimiranti si sarebbero accorte che nel mondo esistevano pochissime navi metanifere (circa 300) e che queste dovevano soddisfare tutti gli impianti esistenti nel globo, tanto che a causa di questa carenza, tantissimi rimasero inutilizzati per lungo tempo, al contrario alcuni paesi come la Korea e il Giappone orientarono la cantieristica navale sulla loro costruzione, con il risultato che tutt’ora questi cantieri sono sommersi di ordini fino al 2020. Per ultimo, cosa dobbiamo trarre da questa decisione di ampliamento e potenziamento del degassificatore? non so, ma una cosa è certa visto che entro il 2013 la Soc. Galsi SpA completerà la costruzione di una pipeline di 2280 km che passando dalla Sardegna giungerà a Piombino fornendo 8,50 miliardi di mc di metano proveniente dall’Algeria, e l’anno successivo si inaugurerà un altro gasdotto che dalla Grecia giungerà in Puglia con il metano russo. Penso che questo investimento che costerà molti milioni di euro sarà un affare per ENI visto che questi impianti in fin dei conti li pagheremo noi nelle nostre bollette.
Sabato 25 settembre 2010 alle 14:40:48
RICCARDO FALCONE
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