La maleducazione
di Riccardo Falcone
- Credo di non sbagliare affermando che la maleducazione è un disagio che si manifesta nella vita di tutti i giorni compiendo atti, o rispondendo male. E' comunque un sintomo di disturbo. Ovviamente ci sono casi e storie diverse, ad esempio il fatto di essere poco o niente gentili è un sintomo momentaneo, o comunque una scontentezza che nel tempo si risolverà. Quante volte è capitato, ad esempio, di alzarci male, e vedere la vita in maniera del tutto negativa, magari in un periodo in cui nulla sembra sorriderti; così, esci di casa e incontri un tuo caro amico, o un compagno di lavoro, a cui ad una loro battuta spiritosa rispondi malissimo. E pur accorgendoti che ci rimangono male, non t’importa nulla, essendo troppo concentrato sui tuoi problemi personali. Questo è un atteggiamento sbagliato, e oltremodo sgarbato; comunque può accadere che l’indomani cambia tutto, ritorna il sorriso, e dimenticarsi dell’atteggiamento del giorno precedente. E se il tuo è un vero amico sono certo che capirà che il giorno prima non eri nella condizione mentale per essere gentile e far finta di essere felice.
Altra cosa, ciò che mi capita purtroppo piuttosto frequentemente, è notare negli esercenti, un atteggiamento incredibilmente freddo e distaccato, a volte anche arrogante: lo definirei "atteggiamento da zappa sui piedi", dato che la gentilezza deve per forza essere parte della professionalità, perché questo modo di fare allontana i clienti mettendo a rischio il posto di lavoro. Un esempio? Qualche giorno fa sono entrato in un bar di Santerenzo per prendere un caffè: le due signore al banco, benché fossi l’unico cliente, non mi hanno rivolto un minimo cenno di saluto, non mi chiedono neppure cosa desidero. Poi chiedo un caffè e alla fine pure lo scontrino. Strano che quasi quotidianamente continui a leggere sui giornali articoli sui commercianti del comune di Lerici che continuano a denunciare pesanti cali di lavoro. Un altro aspetto ben più grave di maleducazione è quella giovanile: in questo caso si trova la cosiddetta maleducazione d’alto livello, il più delle volte uno sfogo dalle condizioni familiari, difficoltà, bisogno, malessere, vergogna, oppressione, privazione. Queste sono le ferite mai rimarginate, che determinano nella rabbia, che fa colpire e prendere di mira i più deboli incapaci di reagire. Sono convintissimo che il bambino segua tutti gli insegnamenti che il padre e la madre gli danno, assimila il clima familiare, e questo clima pian piano farà parte di sé, e se quel clima sarà fatto di odio, rancore, panico, violenza o paura, in futuro il ragazzo lo porterà sempre con se.
Sabato 16 aprile 2011 alle 11:14:57
RICCARDO FALCONE
© RIPRODUZIONE RISERVATA