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La Spezia, Camera con vista-Lo Stato bagnato

- Sta dilagando da tempo da parte dei Comuni del nostro Paese la esternalizzazione dei servizi pubblici alle Municipalizzate e alle Partecipate, a cui viene in sostanza rilasciata delega a svolgere servizi per proprio conto. Queste operazioni sono venute avanti un pò striscianti fin dagli anni 60, e sono passate ai più inosservate, però oggi, sappiamo che purtroppo il cittadino anzichè averne avuto un beneficio, il più delle volte ne ha fatto amaramente le spese. Ma chi in realtà ne ha usufruito? Diamo un occhiata a questo punto a quella che è la reale situazione di tante di queste Aziende ed analizziamole. E non su scala locale, si intende. E' certamente diffuso che nei loro CdA spiccano inequivocabilmente figure di un certo rilievo nell'ambito locale, ce ne sono per tutti i gusti, abbiamo politici, ex politici, ex sindacalisti, e sindacalisti a pieno servizio, e molti personaggi che occupano cariche in Enti pubblici e privati ecc. ecc. Ogni tanto avvengono dei rimpasti cioè ricambi dettati da regole precedentemente concordate. Premesso questo ,si viene altresì a conoscenza che queste godono anche di ampio potere gestionale. Ed i disavanzi che anno dopo anno si accumulano?. Quando si aprono le crepe è tardi.Purtroppo ciò avviene di frequente, basti pensare che negli ultimi 5 anni ben 248 aziende in Italia hanno avuto procedure fallimentari, oppure hanno cessato il servizio o entrate in liquidazione. Questa situazione appare perlomeno alquanto strana perchè a leggere l'ultimo rapporto dell'Union Camere, i fortissimi rincari dei loro servizi (acqua,gas,e gestione dei rifiuti)hanno raggiunto la stratosferica cifra di + 40% di aumento senza che vi sia stato un corrispettivo almeno in termini di efficienza dei servizi e questo riguarda in massima parte l'igiene urbana e la gestione dei rifiuti. L'esempio principe è quello che è successo un paio d'anni orsono a Napoli ma ora stà succedendo drammaticamente anche a Palermo che stranamente però vogliono far passare inosservato; questi casi rappresentano solo la punta dell'iceberg di un declino sempre più evidente. Gli occupati in queste aziende sono appena l'1,1% della forza lavoro e il suo peso sul Pil l'1,2%, tutto questo a fronte di una spesa complessiva (dato del 2007) di 60,4 miliardi di euro. Iinfine tanto per mettere la cosiddetta ciliegina sulla torta, i componenti dei loro Consigli di Amministrazione sono 23.400 poco meno che una cittadina come Sarzana. Proviamo a dare una spiegazione sul perchè è successo questo. Ebbene dobbiamo ripercorrere un tratto del nostro passato; come dicevo all'inizio alcuni decenni orsono era idea piuttosto diffusa da parte dei più che la spinta di questi servizi verso il libero mercato avrebbe rappresentato la soluzione più appropriata per sopprimere tutti i mali che derivavano dalle inefficienze della Pubblica Amministrazione, queste idee presero facilmente il largo e con loro anche queste Aziende, che così iniziarono a prolificare, ben presto però ci accorgemmo che esse in realtà nascondevano le vecchie logiche di partito. In conclusione ritengo che in un Paese civile la gestione dei servizi pubblici in special modo l'acqua, deve essere prerogativa esclusiva dello Stato, il quale però deve saperle far funzionare, e allo stesso modo regolare i prezzi e le forniture. L'iniziativa privata al contrario del mercato controllato, è demandata a mettere sul tavolo dell'economia il libero mercato che nulla ha a che vedere con i pubblici servizi. L'aver miscelato le due cose senza neanche porre regole e sopratutto controlli è stato a dir poco deleterio e ha procurato e continuerà in futuro a provocare gravi danni a carico della comunità. RICCARDO FALCONE


FALCONE RICCARDO

Sabato 5 giugno 2010 alle 12:10:53
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