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La Spezia, Camera con vista-Il lurido soldo

- "La legge 626 è un lusso che non possiamo permetterci, auspichiamo che la U.E e l’Italia si adegui al mondo". Così il Ministro Tremonti in occasione di una festa leghista in quel di Bergamo. Sono parole che hanno fatto inorridire tanti perché si sono trasformate in pietre scagliate addosso alle povere vittime e ai loro familiari. E a nulla vale la puntuale solita smentita, a cui ormai siamo abituati. Mentre questo “signore” pronunciava questa frase, in Italia avvenivano ben 7 incidenti sul lavoro tra cui due mortali, e non come dice lui nella grande impresa ma in piccole aziende ove ogni anno si mietono centinaia di morti feriti e mutilati. Ustioni gravissime per una operaia di un caseificio caduta in una tinozza d’acqua bollente, un albero che ha investito un boscaiolo a Reggio Calabria, un operaio edile caduto in un cantiere di Bolzano, un operaio di Angri folgorato dalla corrente elettrica. In un servizio televisivo girato in Germania, un operaio tedesco, ricordando la tragedia della ThyssenKrupp ha definito l’operaio italiano un’ eroe, sia per le condizioni disastrose della sicurezza cui opera, sia per le condizioni economiche del suo salario. L’ISPEL, l’Istituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza sul lavoro che vigilava proprio su questa materia e che il Ministro Tremonti ha eliminato nella recente finanziaria, ha dichiarato che l’amianto messo al bando nel 1992, produrrà morti fino al 2040 ed il picco maggiore dovrà ancora arrivare. Ho provato rabbia e vergogna a sentire queste parole. come ne provo tutti i giorni a sentire quel personaggio raccontare la barzelletta su Hitler detta solo per compiacere e far ridere a comando la sua claque. Cosa non ci possiamo ancora permettere caro Sig. Ministro che già non abbiamo, oltre la sicurezza sul lavoro? già non possiamo permetterci la ricerca che lei ha tagliato, i servizi che non funzionano, una Sanità efficiente , una scuola e trasporti decenti . Una cosa invece potevamo permetterci e cioè annoverare nei nostri travagliati governi ministri come lei, persone che non hanno neanche la più pallida idea di cosa significhi lavorare giorno e notte davanti a una pressa idraulica o condurre un trattore dall’alba al tramonto, montare e rimontare un ponteggio, caricare e scaricare un tir, lavorare intorno all’alta tensione,o grattare la ruggine nelle sentine delle navi. Quello che sconcerta e che veramente non ci possiamo più permettere è mantenere una classe politica di qualsiasi colore essa sia, che pur guadagnando molte migliaia di euro al mese con a disposizione guardie del corpo, auto blu, sistemi di sicurezza e tutte le innumerevoli agevolazioni gratuite che si sono elargiti a piene mani in spregio alle gravissime condizioni di molti italiani. I quali devono anche ascoltare queste parole che come già detto suonano come un sonoro schiaffo, alla faccia della tragedia umana della morte sul lavoro. Questi nostri caduti non portavano armi, sono stati i veri costruttori di pace e di progresso e civiltà ma a loro è stato negato un funerale di Stato, le loro bare sono state poste nei nostri cimiteri silenziosamente senza alcuna cerimonia o riconoscimento ufficiale, hanno edificato le nostre case, hanno innalzato ponti e viadotti, asfaltato strade, hanno respirato l’amianto e la silice, hanno messo in mare navi. Ma non dimentichiamoci anche delle vittime del lavoro rimaste per sempre sconosciute poichè essendo clandestini operavano nella clandestinità al lurido soldo di caporali senza scrupoli, i quali a tragedia compiuta trasportavano i cadaveri lontano dai cantieri dove avevano perso la vita.
Sabato 18 settembre 2010 alle 16:13:56
RICCARDO FALCONE
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