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La Spezia, Camera con Vista - Ma agli anziani chi ci pensa?

- Fin dall’antichità il sogno dell’uomo è stata la potenza e la ricchezza ma anche l’allungamento della vita naturale. Tanti illustri uomini come Ippocrate, Omero, Cicerone dettavano e suggerivano norme comportamentali, (igieniche soprattutto) che si proponevano il traguardo di una vita longeva e soprattutto in salute. Invecchiare bene dunque, ma anche invecchiare con successo, deve essere il vero primo obbiettivo dell’essere umano. Ma in questo processo esistono tanti fattori di rischio: nella nostra cultura occidentale i valori legati alla produzione ed al lavoro, sono una parte integrante della nostra esistenza, ed è per questo motivo che la capacità lavorativa ricopre un ruolo forse eccessivo, ma indubbiamente importante. Il tempo libero rappresenta quindi per i più un problema serio soprattutto per i pensionati, non preparati all’utilizzazione dello stesso. Avviene quindi che il tempo libero liberato dal lavoro, può facilmente rappresentare un tempo vuoto, che con il procedere degli anni sfocerà quasi certamente in un altro più pesante problema, quello dell’isolamento e della solitudine. Molte volte il pericolo di una risposta a questo può essere rappresentata dell’abuso di alcool, e dalla sedentarietà, fattori deleteri perché provocano una progressiva diminuzione della rete sociale dell’anziano, e accelerano sicuramente il processo d’invecchiamento, e l’insorgere di varie malattie.
Se si pone l’attenzione dei luoghi frequentati dagli anziani vediamo che l’87% è rappresentato dai Circoli, i quali in taluni casi danno la possibilità di svolgere attività, anche fisica, come il gioco delle bocce, la caccia, ma anche culturale, e di svago come biliardo, carte da gioco ecc; in questo contesto la rete sociale aumenta e genera una protezione dal pericolo dell’emarginazione. Nella nostra città questi circoli sono molto carenti, specialmente in centro, mentre ne ritroviamo in un numero appena sufficiente nelle periferie e nei paesi al contrario in città la domanda di centri di aggregazione al fine di organizzare il tempo libero è sempre più richiesta da tanti anziani. E allora li troviamo nei Bar dei Centri Commerciali o seduti sulle panchine della passeggiata Morin, cercando la compagnia di un amico, un discorso qualsiasi, quattro chiacchiere con il pescatore, quattro chiacchiere con un passante, per passare il tempo camminano fino al faro…. poi tornano, questo quando ci sono le belle giornate anche se fredde, ma quando piove non ci sono alternative. Si sta a casa, leggendo, guardando la televisione magari facendo innervosire la moglie; la lunghezza delle giornate si dilata tanto da sembrare infinita la mancanza di dialogo e di contatti esterni fa si che il tempo trascorso in solitudine diventi un tempo privo di senso. Giornate estremamente, lunghe giornate disperatamente vuote. Riservare loro una struttura per il tempo libero, potrebbe essere un idea che il Comune dovrebbe realizzare, individuando e adoperando anche una piccolissima parte della caserma Duca degli Abruzzi ad esempio o altre strutture dismesse purchè facilmente raggiungibili, va bene tutto, l’importante che vi siano le prerogative che l’anziano richiede, un bar, una sala giochi e tutto quello che si può dare, il fine è la creazione di un centro di aggregazione per spezzare definitivamente l’abitudine alla solitudine, che rischia di intrappolarli in una gabbia di emarginazione sociale.
Sabato 23 ottobre 2010 alle 12:03:29
RICCARDO FALCONE
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