L'abbattimento degli alberi nelle città
di Riccardo Falcone
- Quante volte abbiamo letto sui quotidiani locali i mugugni degli spezzini riguardo l’abbattimento degli alberi nei viali e nelle piazze della nostra città, un sentimentalismo che non ha alcuna ragione di esistere. Si perché anch’essi hanno una vita come tutti gli esseri viventi che popolano la nostra terra, e come noi mammiferi anche la loro varia a seconda della specie cui appartengono: un pioppo o un faggio possono vivere 400 anni, una quercia anche 1000, sono naturalmente esempi rari ma reali. Ne abbiamo una prova nella nostra città, nella piazza della stazione proprio davanti all’abbeveratoio dei cavalli (a proposito spero ci sia ancora) esiste una enorme quercia. Ricordo che sotto le sue fronde riparavamo dalle piogge e dai raggi roventi del sole, il chiosco delle bibite è ancora lì anche se dai tempi del colera non si gustano più i frutti di mare, bei tempi! Non è una quercia millenaria ma è certamente un esempio di longevità. Un pioppo potrebbe vivere trenta, al massimo quarant’anni, e un pino una settantina a secondo delle condizioni di vita in cui è vissuto. Purtroppo però proprio come noi più invecchiano e più sono vulnerabili: possono essere colpiti da malattie che possono condurli a morte lenta o anche rapida, per lo più malattie provocate da parassiti funginei e animali. Quando un albero colpito a morte da queste malattie si abbatte, sono tonnellate che si schiantano al suolo, se ciò avviene in un bosco poco male, ma se avviene in un viale, in una piazza i rischi che colpisca persone o cose è altissimo.
Gli alberi ornamentali della nostra città sono stati piantati, il secolo scorso. Secondo eminenti agronomi e fitopatologi questi non possono e non devono essere catalogati come quelli nati per mezzo della natura: nelle città essi assorbono una quantità enorme di sostanze che possono indebolire ancor più la struttura della pianta. Per questo motivo sia la Francia e la Germania hanno deciso che devono essere abbattuti ogni quarant’anni e naturalmente sostituiti.
Domenica 12 giugno 2011 alle 15:01:08
RICCARDO FALCONE
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