Il club dei volgari
- Regola numero: uno, non ci sono regole sopratutto se queste sono dettate dalla Costituzione Italiana, il grande circo dei volgari il club delle celebrità assolute vanno ricercate nelle più alte sfere costituzionali i templi della nostra Politica ridotti ormai a retrobottega di osteria dove vengono calpestati i principi dell’art. 54 della nostra Legge Fondamentale che così recita:….i cittadini cui sono stati affidati compiti istituzionali e funzioni pubbliche sono chiamati ad assolverli con disciplina e onore… . Purtroppo però in questi palazzi si sono instaurati molti figuri che con la disciplina e onore hanno poco a che fare, burocrati, mentonieri, xenofobi, violenti, falliti, in attesa di giudizio, in attesa di essere comprati, gente ignorante sboccata, triviale senza rispetto per la storia del nostro Paese e dei nostri martiri, ricordiamo ancora la famosa frase dell’impavido verde padano a proposito del tricolore e del suo uso nel cesso. Ciò che pensava il suo più alto in grado a proposito del Duce è abbastanza noto ai più il quale a suo parere non aveva mai fatto male a nessuno se non averli mandati al confino… o a proposito dei magistrati a suo parere mentalmente disturbati e antropologicamente instabili e diversi. Bestemmie parolacce imprecazioni sono il lessico politico da corrida verbale Ce ne sono per tutti i gusti, ne volete un piccolo assaggio? Eccovelo:
Alessandra Mussolini “Meglio fascisti che froci”, Mimmo Strano rivolgendosi a un collega “Sei un cesso corroso” Gabriella Carlucci mentre dibatteva con un avversario politico “Le auguro che suo figlio venga intercettato dai pedofili e che lo aspettino sotto scuola”, Marcello Dell’Utri : “Mussolini era una persona troppo buona e soprattutto di grande e straordinaria cultura”, Maurizio Gasparri “Il saluto romano è molto più igienico della stretta di mano dovrebbero adottarlo alla Asl” e così via di queste frasi becere e ignoranti si potrebbe farne un libro l’ultimo in ordine di tempo è stata la sortita dell’On Verdina che così si è espresso in spregio al Presidente della Repubblica ..”ce ne freghiamo di quello che pensa… Aristotele definiva l’uomo come l’animale che possiede la parola, e questo perché all’epoca si definivano barbari coloro che non sapevano parlare il greco. o che parlavano con volgarità oggi a distanza di duemila anni l’imbarbarimento della politica ha raggiunto l’apice e riscontra la sua interfaccia linguistica, chi non riesce ad affermare i suoi principi con la forza delle idee e della loquacità, lo fa aggredendo offendendo fino a spingersi anche al contatto fisico, cosa potevamo aspettarci da questi personaggi? il linguaggio da Accademia dei Lincei? non credo. Una cosa chiederei ai dirigenti Rai “per favore quelle volte che vi collegate con il Parlamento o con il Senato nelle fasce protette vorrei tanto che l’annunciatrice rivolgesse questo messaggio “per le frasi i linguaggi e gli argomenti trattati si raccomanda la visione a un pubblico adulto e dallo stomaco forte.
Domenica 12 dicembre 2010 alle 10:07:44
RICCARDO FALCONE
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