'Liguria da Bere' e le proteste dei commercianti
di Riccardo Falcone
- Recentemente i commercianti hanno protestato contro la chiusura di Piazza Beverini, la decisione arrivava dall’Amministrazione Comunale per permettere la manifestazione ‘Liguria da Bere’ svoltasi in Corso Cavour nei giorni scorsi. Pur capendo, fino a un certo punto, le ragioni di questi operatori del commercio non mi spiego perché arrivare a un’azione così sproporzionata come la serrata dei negozi. Nello specifico, non posso fare a meno di notare come in quelle vie si godono privilegi che altri non hanno come ad esempio l’arredo urbano di prim’ordine e dove si svolgono anche manifestazioni che richiamano la popolazione da ogni parte della città. Per quanto riguarda la chiusura di Piazza Beverini, devo dire che chi ha come il sottoscritto per anni frequentato città del nord sa benissimo quali siano le regolamentazioni in materia di parcheggi, posso assicurare che le possibilità che hanno gli spezzini di raggiungere il centro sono molto di più di quelle che hanno le città del nord est. Infatti in quasi tutte vige l’assoluto divieto di accesso ai veicoli e motoveicoli che non riportano il contrassegno dei pass residenti. In quei casi i mezzi vengono fermati nei varchi d’accesso al centro città dagli ausiliari del traffico e quindi, giocoforza, sono costretti a servirsi dei parcheggi a pagamento sempre che li trovino. In altre città i varchi d’accesso sono addirittura controllati da video camere chi trasgredisce viene sanzionato. Per ultimo i vigili urbani, presidiano le vie del centro a piedi anche al sabato e alla domenica e nessuno si permette, come succede nella nostra città, di parcheggiare sui marciapiedi o sulle strisce pedonali. Nella nostra città, esiste un servizio di navetta gratuita da Piazza d’Armi, un’altra dalla zona Spezia Expo, un'altra ancora al Porto Mirabello e poi sono a disposizione migliaia di parcheggi a pagamento molto vicini al centro e tanti altri stanno per essere completati e tutto questo anche per favorire i commercianti che nonostante questo continuano a brontolare imperterriti senza vedere le tante cose buone realizzate. Tutto ciò è traducibile in una sola parola “demagogia”, solo inutile sterile demagogia. La crisi del commercio non è legata alla mancanza del parcheggio, ma dal momento economico estremamente difficile cui è precipitato il paese ed è chiaro che le colpe non devono essere ricercate nei Comuni ma un tantino più in alto.
Sabato 2 luglio 2011 alle 16:31:43
RICCARDO FALCONE
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