Verso le elezioni, pensando positivo
editoriale
- La campagna elettorale in corso si sta distinguendo rispetto alle ultime precedenti certamente da un abbassamento dei toni ma principalmente da un continuo botta e risposta tra tutti i principali candidati alla Presidenza del Consiglio, e sfido anche il più attento degli osservatori a ricordare le posizioni dei vari schieramenti sui temi trattati.
In televisione tutte le sere si susseguono le opinioni: dalla “sinistra critica” a “La Destra” passando dal Partito Democratico e dal Popolo della libertà, ma anche dai vari mini movimenti creati per l’occasione, gli elettori sono bombardati da ipotesi di programmi e si capisce bene perché cresce il numero di indecisi.
Rispetto al passato per il momento non si può dire che sia diminuita la frammentazione se sono ben 15 i candidati premier, casomai vi è la speranza che dopo il voto ci sia una diminuzione delle componenti politiche presenti in Parlamento.
Nel frattempo ho la sensazione che nelle due settimane conclusive si innalzeranno i toni molto di più all’interno del Centro destra e del Centro sinistra che non tra i maggiori leader Veltroni e Berlusconi.
Nelle aree omogenee si svolgerà un aspro confronto perché è più facile far spostare il consenso verso partiti ideologicamente vicini; ecco perche Casini, Santache, Berlusconi da una parte, Bertinotti Boselli, Veltroni dall’altra (per citare i più famosi) sgomiteranno di brutto nel tentativo ognuno di raggiungere il proprio obiettivo.
Ed in attesa di tutto questo si è per l’ennesima volta iniziato a parlare di “voto utile”. E’ quindici anni che i principali leader etichettano così il voto e a dire il vero sono veramente in tanti gli elettori a cui questa cosa non piace. Possibile che davvero non si capisca (ma dovrei dire si vuole far finta di non capire) che ogni voto è utile anzi è utilissimo per l’esercizio della democrazia che deve assolutamente essere il principio a cui tutti coloro che vogliano fare politica debbono ispirarsi?
Gli elettori devono essere convinti dai programmi, dalle idee, dalla fiducia che ispira un candidato, insomma deve essere il pensiero positivo a far scegliere non è più tempo per questa traballante Italia di votare “turandosi il naso”.
Antonio Colombo
Domenica 30 marzo 2008 alle 11:24:52
REDAZIONALE
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