Verso il 4 novembre
editoriale
- Il 4 novembre 2008 sarà una data storica a livello mondiale per l’elezione del primo Presidente di colore degli Stati Uniti, sarà per questo che CDS ha scelta quella data per la prima della nuova veste grafica che finalmente darà maggiore spazio alle immagini? Una coincidenza fortunata. CDS, ho già avuto modo di dirlo, è la piazza più importante della città. E come in ogni luogo d’incontro le persone scambiano notizie ed idee qui si leggono notizie di cronaca e sport ma sopratutto le diversità di pensiero che compongono la nostra vita sociale.
E vista la “coincidenza” di date, mi dedico ad un ragionamento proprio sulle elezioni americane.
La faziosità della politica italiana vorrebbe che il centro destra sostenga per il candidato repubblicano. In realtà non è così. E non è questione di candidato ma di condizione sociale. Gli Stati Uniti sono connotati da una forte organizzazione liberista che è molto lontana dallo standard europeo: assistenza sanitaria al minimo, istruzione scolastica quasi interamente privata, libertà di possesso di armi, sono tra le note più negative del sistema americano. E non basta l’ottimo funzionamento del mercato del lavoro e del sistema giudiziario, che copierei volentieri per l’Italia, per farne un modello per noi europei. La logica conseguenza di tale pensiero è che se fossi statunitense voterei per chi volesse rigenerare il sistema sociale partendo dalla sanità e ridare fiducia al mercato favorendo le classi meno abbienti ed in questo Obama è il candidato ideale. Dal punto di vista emotivo e dell’impatto mediatico Obama, proprio per il fatto di essere colore, sarebbe il Presidente ideale per avvicinare il nord con il sud del Mondo, l’Occidente con l’Islam. Questo almeno nelle speranze di chi crede che c’è bisogno che le distanze si accorcino con il buon senso e a piccoli passi, senza che queste siano il cavallo di battaglia di faziosità e demagogia come avviene spesso troppo spesso in Italia.
Se un rinnovamento ci sarà dovrà passare dall’elezione di Obama, senza però confondere la realtà americana con quella europea.
Antonio Colombo
Sabato 1 novembre 2008 alle 23:19:38