Una crisi che viene da lontano
- La crisi economica sta colpendo violentemente l’economia spezzina.
Le poche realtà industriali della città hanno grandi problemi di sopravvivenza.
La chiusura della San Giorgio, la grave crisi di liquidità (e politica) di Acam, la diminuzione delle movimentazioni del porto sono sotto gli occhi di tutti.
Il Consiglio Comunale solidarizza con i lavoratori delle aziende in crisi, le considerazioni dei politici, si sprecano, eppure non ho sentito nessuna parola di autocritica da parte di chi governa la città da trent’anni sulle loro responsabilità di questa situazione.
Ovviamente non hanno colpa diretta della crisi mondiale, ovviamente alcuni dei politici, Sindaco in testa, non hanno responsabilità diretta di quello che vado a dire, ma morale si.
Perchè da trent’anni a questa parte la città ha buttato al vento tutte, ma proprio tutte le opportunità che ha avuto. Non voglio più nemmeno elencarle, mi sono stufato! Le conoscete tutti, anche chi da sempre fa finta di non vedere e non sapere!!
Ma possibile che non si rendano conto che la città vive sempre sull’orlo del precipizio? Che si aspetta sempre la manna che viene dal cielo? Soltanto il comparto statale, Marina in primis, ha dato certezze alla nostra economia tra stipendi pagati e indotto, eppure molti spezzini e tanti politici ancora oggi non hanno capito l’importanza di quello che significa.
Se fossero stati fatti giusti interventi sul territorio, utilizzando al meglio il ben di Dio che abbiamo, oggi la crisi ci colpirebbe ma con meno virulenza e con la possibilità di ricambio occupazionale.
E nei dibattiti politici non ho sentito la minima autocritica per l’immobilismo che la città vive e tanto meno quella che dovrebbe essere la diretta conseguenza: un forte impegno, seguito da fatti concreti diretti a risollevare la città con idee, ma soprattutto azioni e non solo parole.
E cosa dire di un’opposizione fantasma, senza idee ed alternative, senza capacità di proporre o contribuire a costruire, senza capacità di incalzare la maggioranza quando è il momento?
Il problema però anche in questo caso non è solo chiedersi perché non lo hanno mai fatto, casomai la preoccupazione viene dal fatto che dubito che lo vorranno fare in futuro.
Ma la mancanza di autocritica significa che non si rendono conto che l’acuta crisi della nostra città ha radici nella pochezza della politica spezzina? Non credo, temo che come fanno da sempre vogliano far finta di niente per tutelare le loro posizioni di privilegio e far scorrere nel dimenticatoio le vere responsabilità.
Antonio Colombo
Sabato 17 gennaio 2009 alle 07:45:36