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Un uomo senza valori

- Appena si è concluso il discorso con cui Veltroni si è dimesso ho purtroppo capito che la stagione della speranza è finita.
Se anche Veltroni spara contro l’attuale maggioranza degli Italiani, quelli che hanno scelto l’attuale Governo, definendola come “senza valori”, significa che il suo piano politico è davvero fallito, travolto dalla fretta di ottenere il potere, e dagli avversari interni.
Anche io sono un uomo senza valori, perché è deciso ormai da quaranta anni che i valori sono proprietà della sinistra. Quali valori? Non lo so non ho il diritto di conoscerli e d’altronde non avrei la capacità di comprenderli…
Ma come si può giungere a certe affermazioni senza capire che sono un autogol pazzesco?
Come può una persona moderata votare e scegliere chi ti ha appena offeso?
Eppure…
Vi ricorderete quanto ho apprezzato la linea che Veltroni ha adottato fin dall’inizio per il Partito Democratico: il ruolo riformista ed alternativo al centro destra senza strumentalizzazioni. Un tentativo di far crescere in Italia un’opposizione (attuale) sui fatti e non sulle persone, senza demagogia ma con un obiettivo serio, governare a favore di un’idea e non contro un’altra.
Che si trattasse di un’esperienza assolutamente innovativa per il nostro Paese era evidente ed altrettanto evidente era il fatto che una rivoluzione culturale di quel genere non avrebbe trovato compimento nel volgere di “una notte”, ma sarebbero occorsi anni ed elezioni anche da perdere prima di giungere a maturazione.
E avrebbe contribuito alla crescita anche di tutti coloro che da destra stanno continuando con tesi “contro” l’avversario politico.
A mio avviso il Partito che Veltroni stava provando a disegnare aveva tutte le carte in regola per cogliere il consenso anche di chi a sinistra non sta e non è mai stato; ma come una squadra di calcio che punta sui giovani deve prima maturare così il nuovo P.D. avrebbe dovuto avere la pazienza di crescere anche con le sconfitte, e di trovare la giusta quadratura.
Che la linea di Veltroni non fosse quella della base era stato annunciato chiaramente anche alla Spezia con la vicenda “Guerri”. Lasciato solo e fatto uscire dal PD perché aveva “ereticamente” accusato i vertici di una inutile e dannosa spartizione del potere, dimostrando di avere i giusti valori di riferimento per far crescere la politica spezzina.
Qui mi fermo prima che qualcuno mi chieda cosa ne so di “valori”, … e prima che qualcuno voglia convincermi su quali sono i “giusti valori”.

Antonio Colombo
Sabato 21 febbraio 2009 alle 07:40:27
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