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Sulla sicurezza dei lavoratori

- In settimana il gravissimo incidente nel porto della Spezia, che ha visto un uomo perdere la vita, ha riaperto la discussione sullo stato della sicurezza degli ambienti di lavoro.
L’Unità nella sua prima pagina indica il numero delle vittime dal 1 Gennaio: 60! Siamo solo al 23 Gennaio… 60! Più di un morto al giorno.
Ritengo che sia inconcepibile che nel 2009 ci siano ancora così tante persone che perdono la vita sul luogo dove guadagna da vivere.
In tanti sono intervenuti, politici, giornalisti, sindacalisti, ne hanno parlato e hanno detto “Basta!”... hanno chiesto più controlli… pretendono maggiori investimenti.
Tutto questo è sacrosanto, ma vi vorrei porre un altro punto di vista che è strettamente connesso allo scetticismo tipico di noi Italiani. Non è un luogo comune è purtroppo una constatazione che faccio dopo alcune esperienze .
Un ambiente di lavoro si preserva dagli incidenti sicuramente con la prevenzione che non può prescindere da interventi strutturali che riducano i rischi, da un abbigliamento ed un comportamento adeguato, da una completa formazione ed anche da esercitazioni che preparino ad eventuali situazioni di pericolo.
Ebbene nell’immediato è assolutamente necessario che ci siano investimenti ed una maggiore attenzione nei controlli con pene severe già in caso di inadempienze, ma mi pare che poco si insista per chiedere un’ istruzione capillare e per sensibilizzare tutti i lavoratori mediante esercitazioni, magari obbligatorie.
Proprio questi due aspetti (formazione ed esercitazioni) mi hanno messo in contatto con lo scetticismo.
In molti, purtroppo, non credono in questi strumenti.
Mi sono trovato a discutere su questo argomento con un datore di lavoro e con i suoi operai, ed anche con dei genitori in occasione di un’esercitazione antincendio di una scuola superiore e purtroppo ho constatato che queste cose non si prendono molto sul serio, forse si pensa che gli incidenti succedano solo agli altri o che noi stessi non possiamo essere decisivi per la sicurezza.
La mia proposta di prospettiva, perché la sicurezza faccia parte di noi come l’uso delle tabelline, occorre inculcare, si ho scritto proprio inculcare, fin da piccoli nella testa dei futuri lavoratori il concetto di sicurezza sul lavoro. Nelle carenze che ha la scuola italiana che ogni tanto noiosamente ripropongo non c’è solo la mancanza di disciplina o di studi che educhino al convivere civile, ma anche la mancanza di una adeguata istruzione sulla sicurezza: un lavoratore che ha avuto una giusta formazione dovrebbe riconoscere a prima vista un ambiente a rischio e sapere quali sono i suoi diritti ed i suoi doveri.
Oggi non è così, ma da oggi, da questi anni disgraziati si deve trovare la forza di impostare una profonda educazione sul tema sicurezza per far sì che le vittime di oggi, almeno, non siano morte inutilmente.

Antonio Colombo
Sabato 24 gennaio 2009 alle 07:00:22
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