Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 Maggio - ore 12.00
User:
Password:
Registrati


0187 1852605
0187 1852515
SMS 339 99415252
       (keyword cds )




Sindacati divisi, un bene?

- Il Governo Prodi con le sue contraddizioni, con i timori dimostratisi molto più che fondati di essere sempre in bilico, con la sua altalena tra riformismo e movimentiamo è riuscito in un’impresa della quale oggi il Governo Berlusconi ne beneficia a piene mani: dividere il Sindacato.
Eh si, le divisioni dei sindacati che una volta si chiamavano unitari sono nate durante il precedente esecutivo, quando la CGIL non ha avuto il coraggio di rompere con la parte politica a cui da sempre è vicina, con il risultato di mettere in crisi l’unità sindacale, che ora risulta difficile da ricomporre.
I temi su cui oggi sono divisi sono veramente essenziali per il Paese: Alitalia, Scuola, Università, Contratti sono pochi gli argomenti in cui le tradizionali sigle sindacali hanno un’opinione comune, ma questo non deve spaventare anzi è un bene per il Paese.
Come potevano Sindacati di cosi diversa estrazione come lo sono CGIL, CISL e UIL avere opinioni sempre condivise sui temi della politica sociale e aziendale? Come potevano essere sempre a fianco dei Governi di centro sinistra e sempre in totale opposizione contro i Governi Berlusconi? Era veramente un’anomalia tutta Italiana che è andata finalmente persa!
Ora i Sindacati hanno opinioni diverse come è giusto che sia e in questo modo le sollecitazioni, le critiche, i suggerimenti al Governo potranno essere anche meglio capite dall’Esecutivo, ma ancor più rappresenteranno le diverse opinioni dei loro rappresentati.
E in questa confusione molti lavoratori da tempo si sono avvicinati a sigle autonome, validissime proprio perché specifiche di settore ma che dimostrano un ritorno al corporativismo, vero sintomo dell’individualismo italiano che il Fascismo non inventò, ma portò alla luce e usò a suo favore.
Ma attenzione, se consideriamo i comportamenti opportunistici del mondo politico italiano, la divisione dei Sindacati potrebbe non essere tenuta nella giusta considerazione dal Governo: “Dividi et impera” dicevano i Romani: se i nemici di Roma non erano alleati, Roma stessa ne avrebbe giovato.
Per un contrappasso della storia si potrebbe dire che se i Sindacati ed i lavoratori sono divisi chi ne beneficerà sarà il Governo.
E’ auspicabile quindi che alla nuova svolta sindacale italiana si aggiunga un nuovo modo di cooperare tra Istituzioni e Sindacati che non siano più visti come un soggetto “contro” ma un soggetto che controllo e coopera con chi ha la responsabilità del sistema Italia ai vari livelli.

Domenica 30 novembre 2008 alle 00:13:29
ANTONIO COLOMBO
© RIPRODUZIONE RISERVATA




























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale di La Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Matteo Cantile, Benedetto Marchese.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco e Paolo Carafa. Fotografi: Giovanni Bocca, Stefano Stradini.
Contatta la redazione.

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

© Gruppo Editoriale Ligure S.p.A. - P.IVA 01289010116