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Passi avanti nella sicurezza dei cittadini

editoriale

- Spesso da queste colonne sono stato molto critico con l’attuale governo cittadino e talvolta con l’opposizione. Oggi invece voglio evidenziare qualcosa di positivo per la città, oltretutto riguardo ad un tema che sta a cuore a tutti i cittadini: la sicurezza.

Garantire la sicurezza significa senza dubbio poter prevenire i comportamenti di chi intende delinquere e punire senza sconti né pietismi chi lo fa: il controllo del territorio e la certezza della pena possono indurre tanti potenziali malfattori a non commettere atti illeciti.
Ma una volta piantati solidi paletti che indichino le regole da tenere è anche molto importante creare le condizioni perché certi comportamenti non trovino terreno fertile.

Sulla base di questi semplici concetti appare utile la decisione del Consiglio Comunale (con poche astensioni che appaiono come provvedimenti di “bandiera” e nulla più) di far fronte comune in tema di sicurezza approvando sia il piano di video sorveglianza dei quartieri a rischio che un ordine del giorno che propone “azioni a favore dell’integrazione”.

Su quest’ultimo tema occorre un’ulteriore riflessione, perché per conseguire risultati concreti occorrono due comportamenti virtuosi: mentre da una parte l’amministrazione pubblica, comunale e non, deve dialogare con la parte più a rischio, che genericamente si può individuare nelle comunità extracomunitarie (ma non solo quelle), per favorirne l’integrazione, dall’altra occorre che queste stesse comunità abbiano la volontà di mettersi a confronto con la realtà che gli ospita.
Spesso a parole queste condizioni sembrano esserci, in realtà i segnali che si percepiscono è che la mano verso certi settori della nostra società è tesa soltanto da parte di associazioni di volontariato e ben poco dalle istituzioni così come dall’altra parte c’è il tentativo di chiudersi per ricreare le condizioni e lo stile di vita esistente nei paesi d’origine.

Quanto deciso in seno al Consiglio Comunale va nel verso giusto, ora debbono far seguito i fatti in modo da evitare che anche La Spezia diventi una città con interi quartieri invivibili come sta accadendo in molte altre città di provincia del nostro Paese.

Antonio Colombo

(per proporre argomenti di discussione www.antoniocolombo.laspezia.it)
Giovedì 6 dicembre 2007 alle 23:56:39
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