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PD, la speranza di una politica più concreta

editoriale

- Fino a una decina di anni fa il Sen. Banti ed il Sindaco Federici erano avversari politici e mai si sarebbero sognati di trovarsi uniti nel nuovo PD.
Oggi che questo avviene occorre fare una valutazione sui mutamenti politici e su quello che può significare per l’Italia e, nel piccolo, per la nostra realtà.
La nascita del PD, vista anche da chi come me non ne ha preso parte, è un ottimo segnale per la semplificazione della politica. La speranza è che dia il via ad un “effetto domino” che costringa altri partiti a riunirsi, magari incentivati da una riforma dell’attuale sistema elettivo in funzione del referendum in corso che cerca di trasformare il premio di maggioranza di coalizione in premio di maggioranza per il partito che ottiene il maggior numero di consensi.

Si potrebbe a breve avere un quadro politico semplificato con 4 soli schieramenti: ipotizzo oltre al neonato PD, il partito delle Libertà, una formazione di centro e uno schieramento di sinistra.

Quel che potrebbe essere la vera novità è legata ad un paio di affermazioni del Segretario del PD Veltroni con le quali ha voluto chiarire che <>

Tutte le forze politiche dovrebbero lavorare basandosi su questi principi, se sono in campo per migliorare la vita dei cittadini, ognuno secondo le loro legittime aspirazioni, altrimenti il segnale che traspare è il tentativo di mantenere il potere ad ogni costo, costellando la vita politica di conflitti personali ed ideologici ben poco produttivi.

Ma cosa c’entra questo con la nostra città? Della contrapposizione all’avversario se ne fa una bandiera e non si discute più sui fatti e sulle necessità, bensì si commentano solo in base a chi avanza proposte o le realizza. Ne sono un esempio il sistema di video sorveglianza dell’Umbertino richiesto dall’opposizione nella scorsa legislatura, prima osteggiato e poi messo in cantiere, ma non ancora realizzato e le ultime polemiche sulle vicende del nuovo ospedale.

Della mancata governabilità del Paese invece ne risentono i cittadini ed i Comuni; il Governo trova con difficoltà l’accordo definitivo sul “pacchetto sicurezza”, nonostante sia un provvedimento fondamentale per il convivere civile e che delega ai Sindaci poteri nella lotta alla illegalità.

Non è obbligatorio governare né occorre fare “patti con il diavolo” per farlo. Chi vuole governare deve portare avanti i propri principi e le proprie soluzioni e se qualcuno è più bravo a trovare il consenso occorre, con serenità e serietà, incalzarlo per sottolineare gli errori e le necessità per migliorare la gestione delle cose comuni e prepararsi per tempo ad una nuovo sfida.

Un atteggiamento serio e responsabile sarà fondamentale in questa legislatura comunale poiché tutti dovranno adoperarsi per portare a compimento nel miglior modo possibile la realizzazione del nuovo ospedale, lo sviluppo dell’Università ed in generale per consentire una crescita alla città.




Sino a una decina di anni fa il Sen. Banti ed il Sindaco Federici erano avversari politici e mai si sarebbero sognati di trovarsi uniti nel nuovo PD.
Oggi che questo avviene occorre fare una valutazione sui mutamenti politici e su quello che può significare per l’Italia e, nel piccolo, per la nostra realtà.
La nascita del PD, vista anche da chi come me non ne ha preso parte, è un ottimo segnale per la semplificazione della politica. La speranza è che dia il via ad un “effetto domino” che costringa altri partiti a riunirsi, magari incentivati da una riforma dell’attuale sistema elettivo in funzione del referendum in corso che cerca di trasformare il premio di maggioranza di coalizione in premio di maggioranza per il partito che ottiene il maggior numero di consensi.

Si potrebbe a breve avere un quadro politico semplificato con 4 soli schieramenti: ipotizzo oltre al neonato PD, il partito delle Libertà, una formazione di centro e uno schieramento di sinistra.

Quel che potrebbe essere la vera novità è legata ad un paio di affermazioni del Segretario del PD Veltroni con le quali ha voluto chiarire che <>

Tutte le forze politiche dovrebbero lavorare basandosi su questi principi, se sono in campo per migliorare la vita dei cittadini, ognuno secondo le loro legittime aspirazioni, altrimenti il segnale che traspare è il tentativo di mantenere il potere ad ogni costo, costellando la vita politica di conflitti personali ed ideologici ben poco produttivi.

Ma cosa c’entra questo con la nostra città? Della contrapposizione all’avversario se ne fa una bandiera e non si discute più sui fatti e sulle necessità, bensì si commentano solo in base a chi avanza proposte o le realizza. Ne sono un esempio il sistema di video sorveglianza dell’Umbertino richiesto dall’opposizione nella scorsa legislatura, prima osteggiato e poi messo in cantiere, ma non ancora realizzato e le ultime polemiche sulle vicende del nuovo ospedale.

Della mancata governabilità del Paese invece ne risentono i cittadini ed i Comuni; il Governo trova con difficoltà l’accordo definitivo sul “pacchetto sicurezza”, nonostante sia un provvedimento fondamentale per il convivere civile e che delega ai Sindaci poteri nella lotta alla illegalità.

Non è obbligatorio governare né occorre fare “patti con il diavolo” per farlo. Chi vuole governare deve portare avanti i propri principi e le proprie soluzioni e se qualcuno è più bravo a trovare il consenso occorre, con serenità e serietà, incalzarlo per sottolineare gli errori e le necessità per migliorare la gestione delle cose comuni e prepararsi per tempo ad una nuovo sfida.

Un atteggiamento serio e responsabile sarà fondamentale in questa legislatura comunale poiché tutti dovranno adoperarsi per portare a compimento nel miglior modo possibile la realizzazione del nuovo ospedale, lo sviluppo dell’Università ed in generale per consentire una crescita alla città.


Mercoledì 14 novembre 2007 alle 19:36:00
ANTONIO COLOMBO
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