L'eredità del Governo alla città
editoriale
- Nei giorni scorsi, mentre si stava discutendo se il Governo Prodi sarebbe caduto o meno, mi sono voluto rileggere l’ultima Finanziaria per capire gli effetti sulla nostra città.
La cosa che mi è balzata all’occhio è stata il notevole finanziamento dato all’Arsenale Militare di Taranto di 7 milioni di Euro per il completamento della ristrutturazione avviato negli anni scorsi, mentre per l’Arsenale spezzino non è stato destinato nulla! Per qualcuno questo è solo la conseguenza alla scelta della Marina Militare di considerare base pugliese come centro navale principale, per me non è solo così, perché se è stato detto che al nostro Arsenale sarebbe toccato un ruolo privilegiato per le manutenzioni alle Unità Navali, anche grazie alla sua vicinanza alle maggiori nazioni europee, allora il nostro stabilimento avrebbe necessità di interventi per adeguarlo alle esigenze.
Ma diciamo pure che in un momento di congiuntura economica così difficile forse non era il caso di investire su una base navale in contrazione operativa, ma intanto i dipendenti qualche domanda se la pongono “Ci vendono alla Fincantieri?”, “Affittano i bacini ai privati?”. E mentre le voci si rincorrono, possibile che nessun esponente del Governo abbia sentito l’esigenza di rendere pubblico ai lavoratori civili e militari dell’Arsenale ed alle loro famiglie quello che sarà il futuro del loro luogo di lavoro? Perché cambiano le maggioranze al Governo del Paese, ma non cambia la diminuzione di interesse sulla Spezia, come è reso evidente anche dalla imminente chiusura del Tribunale Militare, nonostante il lusinghiero lavoro svolto negli ultimi anni.
Vorrei chiudere con una nota di speranza.
La Finanziaria prevede finanziamenti per la costituzione di asili nido nelle strutture delle Forze Armate, asili che andrebbero ad aumentare l’attuale l’offerta cittadina.
Se parte di tali finanziamenti saranno destinati alla Spezia sarà un segnale significativo perché potrebbe indicare che l’attuale presenza non subirà ulteriori diminuzioni e con essa anche i posti di lavoro a disposizione degli spezzini.
Antonio Colombo
Domenica 27 gennaio 2008 alle 12:21:33