Il tema della casa, la risposta
editoriale
- Caro Direttore,
permettimi tramite il tuo giornale alcune precisazioni sul mio pensiero politico e sul mercato immobiliare, a seguito dell’interessante intervento del Consigliere Ravera, con il quale mi sono già serenamente confrontato su altri temi.
Prima di tutto mi preme sottolineare due aspetti: il primo riguarda i grandi problemi della società di oggi che non appartengono alle coalizioni, alla destra o alla sinistra ma sono della gente comune e che la politica deve trovare il modo di risolvere; il secondo è relativo alla mia appartenenza politica, che non mi impedisce di avere opinioni personali ben precise che esprimo anche mediante gli interventi su cittadellaspezia e che non sono dettate da colleghi di coalizione né da spirito di appartenenza.
Personalmente non sono liberista e non ritengo il mercato il “Dio pagano che tutto regola” ma una realtà che deve essere guidata e controllata nei suoi eccessi dalle componenti politiche, proprio per evitare le “sperequazioni ed ingiustizie” che sono evidenti agli occhi di tutti.
In particolare però i “lacci e laccioli” a cui si è accennato fanno male tanto al mercato quanto alla pubblica amministrazione ed ai cittadini ed io li chiamo “eccesso di burocrazia” e “tassazione selvaggia”.
Tornando al tema “casa” per esperienza professionale ho maturato da tempo il pensiero che non tocca alle amministrazioni pubbliche locali o nazionali costruire, ma neppure ristrutturare o affittare perché non è nelle loro capacità e perché anche i soli costi di gestione graverebbero troppo sui già magri bilanci.
E’ però innegabile la necessità di un rilancio della politica abitativa a favore delle fasce più deboli, ma coniugando sempre esigenza sociale e “mercato” e questo lo può anzi lo deve fare la politica, mediante la pubblica amministrazione.
Si può discutere su come e dove intervenire: di campi e modalità di intervento ce ne possono essere più di uno, concludo con un esempio reale: la collaborazione in Toscana tra Esercito e alcuni Comuni delle province di Firenze, Pisa e Grosseto che ha portato alla realizzazione di alloggi privati a prezzi molto appetibili rispetto al mercato immobiliare esistente, grazie al contenimento dei costi di urbanizzazione e al coinvolgimento di società costruttrici e finanziarie che hanno accettato l’iniziativa, esperienza che con alcuni colleghi stiamo studiando per ripeterla in provincia.
Antonio Colombo
Domenica 10 febbraio 2008 alle 12:50:25