Il sasso di Guerri
editoriale
- Cerco di essere un osservatore dei fatti economici e politici della città e della provincia e pur con il limiti della distanza fisica dai luoghi dove questi si svolgono, ho spesso apprezzato, anche se non completamente condiviso, l’operato e gli interventi del Consigliere Guerri, tanto che non sono per nulla meravigliato della sua “lettera aperta” indirizzata all’On. Veltroni.
Casomai sono stupito del ritardo con cui si è accorto dell’ambiente che lo circonda. Il modo con cui ora, a detta di lui stesso, viene trattato è lo stesso con cui è stata gestita la nostra città da tanto, troppo tempo.
Il potere per il potere, la gestione della cosa pubblica come fosse proprietà di pochi, amici degli amici che ricevono incarichi non per capacità ma per vicinanza politica, esclusione o “epurazione” di chi non è allineato.
Guerri non può saperlo ma già la scuola degli anni settanta, dominata dai giovani del PCI e della DC era così: o la pensavi perfettamente come loro o non potevi quasi parlare di politica.
Se aggiungo che i giovani di allora oggi sono ai vertici, è facile capire che non c’è nulla di nuovo sotto il sole.
D’altronde basta veder il fallimento di tutti i tentativi di creare qualcosa di strutturalmente efficace per lo sviluppo della città: porto, porticciolo, area Ip, passeggiate a mare, terminal crociere, recupero aree militari… che il dubbio che qualcosa non vada c’è: incarichi affidati a persone scelte solo per la loro affidabilità e sostenute solo se pienamente allineate?
E cosa dire dell’opposizione? Giovani e meno giovani sgomitano ma ho più di un sospetto che questo avvenga non tanto per passione e convinzione miste ad una sana dose di ambizione, ma con le stesse motivazioni di chi ora governa: “Se loro sono riusciti facendo così….”
Il sasso tirato da Guerri potrebbe infrangere in un colpo solo migliaia di vetrate invece temo che questo non avvenga: purtroppo l’unico che rischia di farsi male è solo lui.
E pur non conoscendolo personalmente lo invito a continuare nella sua onestissima battaglia intellettuale e politica che potrà veramente contribuire a cambiare l’ambiente politico spezzino. Solo con le scelte di uomini di parte ma capaci e motivati a realizzare un vero cambiamento questa città potrà avere il necessario sviluppo economico ed occupazionale.
E sono certo che a quel punto anche dalla parte del PdL qualcosa dovrà cambiare.
Lunedì 15 settembre 2008 alle 20:39:30
ANTONIO COLOMBO
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