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I problemi di una società “buonista”

- Tanti problemi che oggi colpiscono la nostra società traggono origine dal buonismo che imperversa nelle nostre istituzioni da una ventina d’anni.
Alcune scelte che hanno portato a scrivere ed approvare regolamenti lassisti della scuola e “perdonisti” per chi commette i reati, hanno ogni giorno effetti devastanti sul convivere civile.
Bullismo, stupri, scarcerazioni facili, tentativi di linciaggio sono la testimonianza delle scelte sbagliate.
La scuola media, proprio quella dell’obbligo fino a quest’anno non aveva strumenti per punire chi si comportava in modo scorretto o addirittura violento e bande di ragazzini si sono sviluppate nelle nostre aule affliggendo pene a tanti coetanei più tranquilli.
Qualcuno dirà che sono il frutto della società. E’ vero, ma se proprio all’interno della scuola, luogo che dovrebbe essere di educazione, i loro comportamenti sbagliati sono tollerati, li spingiamo a continuare nei loro atteggiamenti fino a che diventano incontenibili.
Gli immigrati hanno trovato un terreno fertile per entrare clandestinamente nel nostro Paese ma ancor peggio hanno rapidamente capito che i reati sono difficilmente punibili perché il nostro codice ha troppe garanzie che tutelano i delinquenti e poche attenzioni per le parti offese.
Anche i delinquenti locali, che conoscono ancor meglio il tessuto culturale di alcuni Magistrati usufruiscono del buonismo strisciante che li manda a casa anche quando la maggior parte dei cittadini li rinchiuderebbe buttando la chiave.
Gli esempi non mancano ed i mass media li riportano facendo “scuola” a favore di chi delinque e così i reati si moltiplicano perché non solo sanno che le pene sono lievi e ridicolmente “scontabili” con la buona condotta, ma spesso perché una volta catturati sono poi lasciati liberi.
I giovani bulli si sentono forti della “non punibilità” che si percepisce in Italia, gli immigrati ci credono deboli e pensano di poter spadroneggiare come gli pare.
E’ venuto il momento che chi Governa si assuma la responsabilità di modificare il codice penale in modo di dare un segnale forte a tutti.
La nostra Giustizia deve tutelare chi subisce, non chi delinque!
Personalmente ribalterei il concetto di buona condotta. “Ti fai tutti gli anni previsti dal Codice se non ti comporti male in carcere, altrimenti la tua pena aumenta” Ecco un modo determinato di far capire che è terminata l’epoca del buonismo.
Pene detentive certe ed adeguate avrebbero come conseguenza diretta non solo di punire chi delinque o di essere da deterrente, ma di bloccare sul nascere l’idea di farsi giustizia da soli che in Italia si avverte sempre più spesso.

Antonio Colombo

www.antoniocolombo.laspezia.it
Sabato 31 gennaio 2009 alle 07:00:37
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