Esercito e Forze di Polizia: integrazione indolore?
editoriale
- I questi giorni si sta decidendo circa la proposta di utilizzare l’Esercito di supporto alle Forze di Polizia. La scelta è controversa e storica per il suo impatto sulla vita sociale del Paese e bene sarebbe che il Governo la presentasse al Parlamento come disegno di legge per ottenerne una maggior legittimazione.
Aldilà delle opinioni politiche, voglio dare una lettura diversa di questo provvedimento, voglio sottolineare i potenziali motivi di rigetto di quest’operazione di integrazione tra importanti Istituzioni del Paese.
I militari sono per natura portati al controllo dello spazio di competenza (sia esso cielo, terra e mare) con mezzi e mentalità diversi da chi vigila su potenziali comportamenti criminosi e anche se l’Esercito ha fatto una notevole esperienza in terre straniere, diverso è l’ambiente in cui dovrebbero operare, e diversa anche la struttura alle quale essere assoggettati, perché il bastone del Comando rimarrebbe in mano ai Prefetti e non sarebbe devoluto, giustamente, alle Forze Armate.
Qualche mugugno, inoltre, già sorge tra i sindacati di Polizia che ritengono la proposta di legge in divenire poco rispettosa delle competenze e delle professionalità del personale da loro tutelato.
In effetti se si tratta di un provvedimento dovuto alla carenza di organico, la prevista durata di un anno non sarà sufficiente a garantire il contemporaneo arruolamento e addestramento di ulteriore personale di rinforzo agli organici della Polizia.
Anche senza ulteriori approfondimenti, viene normale dubitare che l’integrazione avverrà in modo indolore, ma nonostante questo, le caratteristiche proprie di militari e polizia di eseguire quanto necessario e di essere al servizio del Paese, li porteranno a conseguire i frutti sperati.
La speranza è che l’insicurezza che si vive scompaia in fretta, anche grazie a provvedimenti eccezionali come quello in discussione, e che di conseguenza ognuno torni a svolgere il lavoro per cui è stato arruolato ed addestrato.
Sabato 21 giugno 2008 alle 23:41:36
ANTONIO COLOMBO
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