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Di fame e di sete

- Ieri il Corriere della sera è stato subissato di mail sul caso “Englaro”.
Un dramma civile e spirituale che da famigliare è divenuto nazionale.
Credo che voi conosciate la vicenda ma per dare un breve cenno sintetizzo dicendo che dopo varie vicissitudini processuali la Corte di Cassazione ha deciso che possa essere sospesa l’alimentazione indotta ad Eluana Englaro, in coma da oltre venti anni.
In questi giorni il Governo si sta opponendo a quella decisione con tutte le sue capacità ,anche con provvedimenti legislativi che hanno creato un conflitto costituzionale tra il governo stesso ed il Presidente della Repubblica.
La mia opinione personale non ha radici religiose o politiche, sono contrario al mantenimento in vita meccanico di chi è in coma, ma nel caso in questione non si tratta di staccare la spina ma… di interrompere un’alimentazione forzata che provocherà la morte di fame e di sete …
Ma la vicenda merita di essere letta anche per il suo aspetto sociale e politico perché sintetizza i limiti della nostra società e della capacità di governare il Paese.
Prima osservazione…. Sembra che il problema nasca dalla mancanza di legislatura a proposito delle vite in coma, ma non è solo questo.
Casomai dovremmo chiederci perché non c’è legislazione in materia e perché credo non ce ne sarà, se non di restrittiva nei prossimi cinquant’anni.
La risposta è semplice: il nostro Paese è troppo condizionato dalla Chiesa. Non dico che il Vaticano ed il Clero non debbano esprimere le loro opinioni, dico che le pressioni del potere ecclesiastico condizionano troppo le decisioni dei Governi, di qualunque colore essi siano. Sarà per il timore di perdere il voto dei Cattolici?
Seconda osservazione… il conflitto di interessi tra istituzioni è un pessimo esempio di “senso civico”. Non credo che sia corretto ottenere un risultato a tutti i costi anche scontrandosi con i capisaldi della nostra Costituzione, come invece sta accadendo.
Un Governo non è forte solo se fa quello che vuole, ma se ha anche la capacità di saper guidare il paese nel rispetto delle leggi vigenti o delle decisioni giuridiche che sono diverse dalle proprie convinzioni.
Per umana pietà verso una donna ed un Padre che hanno sofferto a lungo, il Governo non avrebbe dovuto più intervenire; avrebbe dovuto “staccare la spina dell’informazione” ed attendere il termine della vicenda; solo dopo, assumendosi le proprie responsabilità, sarebbe stato corretto intervenire per regolamentare la materia…. Anche se qualcosa mi dice che passi in avanti in tema di eutanasia non se ne faranno mai!

Antonio Colombo




Sabato 7 febbraio 2009 alle 07:46:32
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