Brunetta, riparta dall’evoluzione tecnologica!
- Sarà per deformazione professionale, ma sono fermamente convinto che negli anni che stiamo vivendo l’evoluzione di uno Stato sia connessa con l’adeguamento alle tecnologie esistenti.
Per qualcuno l’informatica e la tecnologia sono “nemici” da combattere, un sistema che ha in se la potenzialità di un eventuale regime stile “grande fratello”. Ma non si può far andare l’acqua all’insu, nel senso che la società è orientata comunque verso una informatizzazione spinta ed allora, con tutti i vincoli e controlli del caso, è necessario che il nostro Paese adotti tutti i sistemi utili a migliorare la nostra organizzazione.
La stragrande maggioranza degli Stati che compongono l’Unione Europea stanno facendo grandi passi avanti nell’utilizzo delle tecnologie, ma anche nell’attivare controlli per potenziali crimini informatici.
L’Italia è da anni il fanalino di coda dell’Europa per l’informatizzazione della Pubblica Amministrazione.
L’unico tentativo di adeguamento alla realtà europea fu fatto dal Ministro Stanca. Dopo di lui il nulla o quasi.
Eppure basterebbe poco per ottenere grandissimi vantaggi: l’informatica potrebbe veramente avvicinare la pubblica amministrazione a cittadini ed imprese e contribuire a contenere le spese degli uffici.
Oggi il Ministro per l’innovazione tecnologica è il “mitico” Brunetta che fino ad ora ha messo gli occhi sui “fannulloni” ma non ha messo assolutamente mano a quelle riforme informatiche di cui il nostro Paese ha assolutamente bisogno.
Capisco che per la maggioranza dei cittadini ed anche per i media l’argomento non faccia presa, è molto più semplice colpire l’opinione pubblica con provvedimenti, che peraltro condivido quasi pienamente, per colpire gli assenteisti o presunti tali.
Ma il tempo stringe e mese dopo mese il gap tra l’Italia ed il resto dell’Europa si fa sempre più evidente, ed allora caro Ministro è il momento di avviare una vera rivoluzione digitale.
Occorre ripartire dall’evoluzione tecnologica del nostro apparato statale, perché solo una radicale introduzione dell’informatica potrà dare efficienza alla nostra obsoleta burocrazia e rendere il Paese competitivo a livello internazionale.
Antonio Colombo
Sabato 15 novembre 2008 alle 23:46:22