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Aree militari, iniziamo con le cose fattibili

editoriale

- L’argomento di cui tratto oggi è particolarmente sentito in ambito politico cittadino e per lunedì 18 febbraio è stata convocata la commissione speciale dedicata alle aree militari durante la quale l’Assessore Paolo Garbini farà il punto della situazione.
A questo proposito sia da destra che da sinistra giungono proposte e suggerimenti. L’ultimo in ordine di tempo è quello del Consigliere Paolo Asti circa la possibilità che le navi da crociera siano ospitate presso i moli di Marola all’interno della Base Navale.
Anche questa idea, come tante altre, anche di autorevoli esponenti della sinistra governativa spezzina, ha nel suo dna il tentativo di “cannibalizzare” gli spazi ancora in uso al Ministero della Difesa ed in particolare alla Marina Militare, senza una vera e propria visione d’insieme.
Sì, chi mi legge sa che sono fissato con l’idea che non si possono trovare soluzioni estemporanee che siano orientate a risolvere una solo tematica, bensì occorre che gli interventi e le realizzazioni siano tutte mirate al raggiungimento di una nuova struttura cittadina che al contempo risolva i grandi problemi: viabilità, parcheggi, università, turismo, occupazione.
Ed in questo contesto, le aree della Difesa saranno un grande patrimonio soltanto se utilizzate in modo semplice ma completo, senza sprechi e per attività necessarie per la città, contestualizzate in un piano comune. Un esempio? La Caserma Duca degli Abruzzi: troppo grande per la sola Università e troppo costosa per essere gestita solo dal Comune ed assolutamente sprecata per un parcheggio; e nell’eventuale, ma sempre più remoto, recupero vedo coinvolte società private che sappiano coniugare esigenze cittadine a spazi commerciali.
Torniamo ai moli di Marola: possono essere da subito disponibili per le navi da crociera? Credo proprio di no; sono ancora impiegati in termini operativi e di conseguenza non disponibili ad attracchi turistici, senza pensare che l’area portuale in questione è inadeguata per ospitare crocieristi che si aspettano di sbarcare nelle vicinanze dei centri cittadini o in luoghi carichi di attrattive, negozi, gente e divertimento!
Ma quali sono ad oggi le aree veramente disponibili, sulle quali la giunta comunale ed i Consiglieri anche di opposizione potrebbero individuare soluzioni utili alla città?
• L’area di Pagliari, praticamente libera e in posizione ottimale sia dal punto di vista turistico che universitario perché ubicata in Viale San Bartolomeo, vicina ai cantieri navali ed a Porto Lotti.
• La zona posizionata tra la caserma della polizia stradale, Viale Nazario Sauro e Viale Amendola, un’area completamente da riqualificare che potrebbe essere destinata a parcheggio e ad ospitare spettacoli viaggianti, magari prevedendo anche la copertura del canale Lagora per tutto il tratto che la lambisce.
• Il vecchio edificio per la “ potabilizzazione acqua” a Pegazzano che sarebbe bello vedere ristrutturato ed utilizzato per mostre o piccoli convegni locali, inserito nell’ambito del parco e della pista ciclabile già esistenti.
Ma la vera particolarità potrebbe essere quella di utilizzare gli spazi e gli edifici per nuove esigenze cittadine, cercando però di mantenere parte delle strutture originarie che potrebbero essere collocate in un tour, da organizzare e promuovere proprio ad iniziare dalle navi di crociera, ma anche tra esperti ed appassionati di “militaria” che comprenda le tante fortificazioni che sono sparse per le alture del golfo, prima tra tutte la splendida “batteria” Napoleonica dell’Isola Palmaria.
Il tutto nell’ottica di promuovere la storia della città per quello che ne è stato lo sviluppo voluto da Napoleone prima e Cavour dopo.


Sabato 16 febbraio 2008 alle 21:45:13
ANTONIO COLOMBO
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