volare
Volare
- Gioia e tristezza, felicità e depressione, speranze e delusioni:?sono questi i paletti tra i quali rimbalza la pallina della nostra vita fino a quando il flipper non fa tilt. È un percorso obbligato che non risparmia nessuno, lastricato di buone intenzioni ma anche punteggiato di relitti che segnano la storia dell’umanità.
Ognuno di noi, nel suo piccolo, cerca di evitare ostacoli e di raggiungere obiettivi più o meno ambiziosi. Tutto plausibile, tutto comprensibile. Quello che invece ci sfugge è la dimensione e la proporzione delle nostre attese e dei nostri sforzi per raggiungere l’obiettivo. Spesso, infatti, non ci rendiamo conto che le nostre capacità non sono adeguate alla volontà che ci spinge in una certa direzione. E questo è un limite che difficilmente riconosciamo a noi stessi e invece addebitiamo agli altri: un punta di egoismo che però finisce per creare sbandamenti nel nostro cammino e sproporzioni nei nostri giudizi. In concreto, frena la nostra rincorsa anche se non ce ne accorgiamo e ci impedisce di valutare al meglio le nostre capacità e le nostre (legittime) aspirazioni.
Come porre riparo a questa errata percezione della realtà? Per prima cosa mettendo da parte gli elementi che distorcono la nostra visuale e impediscono una corretta valutazione della stessa realtà che ci circonda. Basta pensare ai pregiudizi, all’educazione familiare, alle esperienze personali e sociali, alla storia della comunità in cui si vive, ai rapporti interpersonali, amicali e sentimentali.
Ma al di là di questi elementi che impediscono la corretta percezione della realtà, un fatto basilare può aiutarci a capire dove e come correggere il nostro pensiero e il nostro agire quotidiano. Si tratta della visione complessiva del mondo che ci circonda e che ci indirizza in un senso o nell’altro.
“Volare alto” o “volare basso”, per esempio, significa non solo puntare verso obiettivi di un certo rilievo oppure accontentarsi di traguardi meno ambiziosi ma più “tranquilli” che non richiedono grandi sforzi ma non promettono neppure grandi soddisfazioni. A volte, però, succede che anche il più modesto (anche e soprattutto per le capacità intelletuali di cui dispone e che rappresentano il “capitale umano”) punta senza limiti a qualcosa che non è alla sua portata e rischia di andare incontro a cocenti delusioni. Volare alto rappresenta certamente il modo migliore per guardare il mondo nella sua interezza ma dovrebbe essere sempre accompagnato da un pizzico di umiltà che aiuta a vedere le giuste proporzioni della realtà che sta intorno a noi.
Volare alto potrebbe sembrare presunzione ed egoismo – e in parte è così – ma significa soprattutto avere coscienza del proprio valore e delle proprie possibilità. Volare basso, invece, vuol dire guardare al vantaggio immediato e non dare il giusto valore a quello che si può raggiungere con un percorso certamente più tortuoso ma proprio per questo più gratificante. Una scelta vale l’altra ma solo se comporta una serena accettazione delle sue conseguenze, cioè dei rischi e degli ostacoli che comporta. La coscienza delle proprie capacità e dei propri limiti rappresenta per tutti lo spazio vitale ed il confine del proprio agire.
Salvatore Di Cicco
Sabato 22 agosto 2009 alle 12:15:56
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