Tutti diversi, tutti uguali
di Salvatore Di Cicco
- Gli uomini sono uguali per le loro differenze. Così diceva un tale che di mestiere faceva l’incisore e sbarcava il lunario vendendo le sue opere in una via di Londra tra Settecento e Ottocento.
Qualche settimana fa così titolava un giornale importante per annunciare l’uscita del nuovo Cd della voce storica degli “Almamegretta”: “Ebrei, Arabi e Napoletani - Raiz gira il mondo e scopre che siamo uguali”.
E nel “catenaccio” l’intervistato spiegava che si trattava di “un mix di generi e lingue, un viaggio nel Mediterraneo per ricordare che, fortunatamente, la purezza non esiste”.
Un esempio, solo un esempio, per dire che solo quando ci si conosce, quando ci si incontra si può capire l’altro e si può andare incontro agli altri per poter convivere in un mondo che diventa sempre più globalizzato.
La presunzione di essere diversi, e quindi migliori, è il passaporto sicuro verso l’incomprensione e verso un atteggiamento che non porta da nessuna parte se non verso il buio della mente e della ragione.
Non parliamo degli xenofobi (che, purtroppo tendono a crescere in tutta Europa) ma di coloro che pure capiscono che gli “altri da noi” sono meno diversi da noi ogni volta che abbiamo la ventura di avere un incontro ravvicinato con loro. Basta pensare alle badanti ma anche ai semplici “vu cumprà” entrati ormai a far parte della nostra vita.
Forse non ci siamo neppure accorti che da tempo ormai conviviamo con queste persone che un tempo ci sembravano davverno venire da un altro mondo e che oggi sgomitano per le strade e sugli autobus, per non dire dei lavori che spesso svolgono (magari sottopagati, perché quando c’è da risparmiare non ci sono prevenzioni di sorta) vicino casa nostra o addirittura in casa nostra. Alzi la mano chi non ha avuto contatti diretti e indiretti con questi “nuovi fantasmi” della società opulenta, chi non ha toccato con mano l’umanità, la sensibilità e quasi la timidezza dei loro approcci che avevano (ed hanno) l’obiettivo unico di avere un lavoro.
Qualcuno alzerà il ditino per contestare questa o quella affermazione mala realtà è che ci dovremo abituare a una nuova società, quella multietnica (il melting-pot americano), che già da tempo si è realizzata in altri paesi (inghilterra, Germania, Stati Uniti, eccetera), a dimostrazione che i pregiudizi sono come i record sportivi: esistono solo per essere abbattuti.
Ecco, questo dev’essere l’obiettivo finale: arrivare ad una convivenza che tenga conto delle differenze ma che non dimentichi che gli uomini, come diceva l’incisore inglese, proprio per questo sono uguali. E se qualcuno ha dei dubbi sulla propria mostruosa superiorità vorrei ricordargli un modo di dire che sento ripetere da quando ero bambino: il più pulito ha la rogna!
Questo solo per dire che, cristianamente parlando, prima di parlare della pagliuzza nell’occhio del vicino sarebbe il caso di fare un’auto visita oculistica per rendersi conto del palo conficcato nel nostro occhio. Basterebbe poco per non ripetere gli errori di sempre e guardare davvero al futuro.
Sabato 18 giugno 2011 alle 10:01:11
SALVATORE DI CICCO
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