Ricchi e poveri
- La storia della Spezia negli ultimi vent’anni ha visto alti e bassi alternarsi nell’esperienza collettiva e in quella individuale. Ognuno, poi,”legge” la realtà sociale in riferimento alla propria esperienza personale ma il tratto comune è sicuramente legato alle ridotte prospettive economiche alle attività della Marina Militare (con il ridimensionamento dell’Arsenale) e delle aziende a partecipazione statale che per decenni avevano dato carburante alla vita della città.
È anche vero, però, che che una tale situazione ha creato le premesse per una “mutazione genetica” dello spezzino, costretto a trovare alternative alle diverse condizioni di vita e di lavoro. Tutto questo è accaduto senza assistere a rivolgimenti sociali, anche se il passaggio a una nuova realtà non è stato facile né indolore. Certo, con la crisi che abbraccia l’intero globo le prospettive restano ancora molto difficili ma proprio la fase che l’ha preceduta permetterà probabilmente agli spezzini di superarla con danni contenuti.
Quando leggiamo sui giornali di questa o quella classifica che mette La Spezia in una posizione più o meno gratificante viene da riflettere ma è anche vero che non tutti i mali vengono per nuocere. Le difficoltà della vita sono sotto gli occhi di tutti, così come sono evidenti sotuazioni opposte, quelle nelle quali il tenore di vita sembra lontano mille miglia dalla realtà della maggior parte dei cittadini. E sono queste le situazioni che sfuggono al quadro generale della situazione (non solo a livello locale) e fanno pensare a un modo disdicevole di operare nella società. Tra un modo e l’altro di affrontare la realtà, comunque, c’è una miriade di situazioni intermedie che vedono famiglie e singoli adattarsi alla realtà provando a superare momenti difficili con coraggio e con dignità. Ci sono le eccezioni, naturalmente:?da quelli che per necessità sono costretti a superare la linea della legalità a coloro che non hanno problemi a superare quella linea. Quello che più colpisce è invece la facilità con la quale gente di un certo livello non rinuncia ai propri (presunti) privilegi e vive al di là delle proprie possibilità.
Qui non si tratta di valutare esigenze e necessità dettate dalle situazioni contingenti. Qui si tratta di una condizione mentale, prima che sociale ed economica, che va oltre la cognizione delle proprie risorse.
In queste situazioni va individuato il momento in cui le capacità personali vanno messe a confronto con la realtà circostante. Non tanto e non solo per le conseguenze del singolo individuo ma anche per le ripercussioni sociali che certi comportamenti producono. Per esser chiari:?se qualcuno pensa di poter comunque continuare a mantenere un certo tenore di vita nonostante le mutate condizioni economiche, il rischio di un tracollo personale si ripercuote inevitabilmente sulla società in cui il singolo vive. La cronaca ci ha abituato a situazioni che spesso sono solo la punta di fenomeni più generalizzati. Sicché, quando arriva il momento del bisogno, appaiono all’orizzonte personaggi che portano facilmente a condizioni estreme. E allota, dalla ricchezza alla povertà molte volte il passo è breve.
Sabato 16 luglio 2011 alle 11:40:36
SALVATORE DI CICCO
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